Con la morte del chitarrista Fast Eddie Clarke il 10 gennaio 2018 muoiono tutti i componenti della line-up storica dei Motörhead. Insieme avevano pubblicato il primo album omonimo, Overkill, Bomber, Ace Of Spades e Iron Fist.

I Motörhead sono stati un gruppo fondamentale nella storia del rock ‘n roll. Sono stati capaci di riassumere tendenze musicali diverse – rock ‘n roll, punk, hard rock, blues – in uno stile assolutamente irripetibile che ha influenzato innumerevoli band e che continua a farlo. Una band metal che non sia stata ispirata da loro è cosa più unica che rara.

Inoltre, in virtù del fatto che racchiudono in sé generi diversi, hanno la capacità di essere un elemento di comunanza tra persone con preferenze musicali molto differenti: tra i loro fan si possono tranquillamente trovare amanti del punk come del black metal.

I Motörhead hanno dato tantissimo al rock non solo musicalmente, ma anche esteticamente e concettualmente. Soprattutto Lemmy ha personificato al cento per cento lo stile di vita rock ‘n roll diventandone un’icona e non solo negli eccessi di sesso e droga, ma anche nell’adattarsi a vivere in case occupate, appartamenti sovraffollati, per strada chiedendo passaggi per spostarsi da una città all’altra pur di realizzare il suo sogno di avere un gruppo e suonare rock ‘n roll.

I riconoscimenti per i Motörhead ci hanno messo un po’ di tempo ad arrivare, essere accettati dal pubblico e soprattutto dalla critica con quel tipo di musica particolarmente rumoroso e quell’attitudine aggressiva a fine anni ’70 non è stato per nulla semplice. Per approfondire questo aspetto è vivamente consigliata la lettura dell’autobiografia di Lemmy, “White Line Fever” (“La Sottile Linea Bianca” nella versione italiana), in cui narra di quante porte in faccia abbia ricevuto da componenti di gruppi, case discografiche, produttori ecc senza però mai arrendersi.

Lemmy è stato anche un brillante e profondo autore di testi, ne sono esempi “Don’t Let Daddy Kiss Me”, scritta interamente da lui sull’abuso sessuale infantile, “God Was Never On Your Side” sulla sfiducia nell’esistenza e benevolenza di Dio e sulla necessità di fare appello alla propria coscienza critica senza aderire ciecamente a dogmi prestabiliti da altri, “Joy Of Labour” sulle morti sul lavoro, “1916”, anche questa scritta interamente da Lemmy sulla battaglia della Somme, in cui diciannovemila soldati inglesi persero la vita in meno di mezza giornata, l’ipnotizzante ed onirica “Nightmare/The Dreamtime” e “Bad Religion”, ancora sul rifiuto della religione, nella quale usa i pronomi personali nell’antica forma “thy”, “thou”, “thee” e in cui chiarisce che Dio di certo non sarà il suo signore, ma nemmeno Lucifero: “I spit in the eye of Satan”.

Spesso riduttivamente ricordati solo per “Ace Of Spades” o il fatto che Lemmy sia stato a letto con più di mille donne e da un certo periodo in poi il suo sangue fu dichiarato mortale per qualsiasi altro essere vivente da quanto era intossicato da droghe e alcol, i Motörhead sono stati un gruppo sostanziale e insostituibile per il rock ‘n roll, autori di sonorità e testi decisamente degni di nota e che sanno andare ben oltre la classica triade “sesso, droga, rock ‘n roll” nelle tematiche trattate.

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Elena Sofia Frati

Studentessa di Lingue dell’Università di Firenze, classe 1992, appassionata di musica, cinema, letteratura. “Canto” e “suono” per la gioia dei miei vicini. Interessata alle questioni di genere, amo scrivere ed avere una stanza tutta per me per poterlo fare.