Cosa c’è di meglio che colorare un grigio pomeriggio di fine inverno con un’intervista ad una giovane band? Oddio, taluni potrebbero obiettare che qualcosina di più ameno si può sempre trovare, ma vi assicuro che, per chi è appassionato, colloquiare con dei musicisti veri a proposito di rock e quisquilie annesse, è realmente un gran bel viatico in questi giorni un po’ uggiosi.

Quindi, oggi tingiamo la giornata con i Sangue di Rapa. No, non è un macabro rito esoterico da ripetere al contrario per ottenere l’immortalità, bensì il nome della band di cui sopra. I SdR sono tre ragazzi di Firenze, che suonano insieme da tempo immemore ma che hanno dato vita all’attuale progetto solo nel 2009. Alla voce e chitarra, Mattia Biagiotti, al basso e ai cori Giordano Faltoni, alla batteria Riccardo Jr. Melani.

Nel Novembre 2012 i Sangue di Rapa hanno dato alle stampe un omonimo EP di sei tracce, diciotto minuti circa, un muro del suono denso di strati accompagnato da testi mai banali.

L’EP è stato prodotto allo studio EL-SOP Recording Studio di Sesto Fiorentino, con grande passione e sacrificio dalla band stessa e sta dando già i suoi primi frutti: i SdR sono stati appena selezionati tra le 28 band che parteciperanno al Contest di Arezzo Wave Festival. Non male, no?

La nostra intervista si è svolta tra gli strumenti sparsi ovunque, i divanetti comodi e l’intonaco semifresco della loro sala prove a Firenze, dove erano presenti i due/terzi dei SdR: il riccioluto Mattia e il barbuto Giordano:

 

Sangue di Rapa…nome evocativo!

Giordano: Ci abbiamo messo due anni a trovare il nome giusto. “Sangue di Rapa” è prima di tutto ispirato al celebre detto toscano: rappresenta bene le difficoltà che stiamo affrontando per portare avanti il nostro progetto. Inoltre la rapa rimanda alla terra, la nostra terra, alla quale siamo molto legati.

 

È per questo motivo che, nonostante un sound di stampo americano, avete scelto di esprimervi in italiano?

Mattia: Rivendichiamo sempre il fatto di essere italiani, quindi non potevamo fare scelte diverse da questa. Per quanto riguarda il sound, non abbiamo un riferimento fisso. Di solito usiamo un approccio cantautorale per la stesura dei pezzi: partiamo dai testi, dalle parole, per poi arrivare alla musica. Grazie a questo metodo, ogni volta esce fuori qualcosa di diverso: blues, rock..addirittura dance! Ci piace avere un repertorio vario, non fissarci su un blocco tematico.

 

Suonare a Firenze: difficile quanto cavare il sangue da una rapa?

Mattia: Premetto che non abbiamo né promoter, né agenzie che ci supportano per cui suonare costantemente è già difficile in partenza. Il problema alla base però è culturale, in Toscana e in Italia in generale. Non c’è curiosità in larga scala verso i gruppi emergenti, c’è più interesse verso le cover band. Questo crea un effetto nefasto: i locali sono realtà chiuse, frequentati sempre dalle solite persone. Una volta li vedi sul palco, la volta dopo, sotto. Inoltre mancano anche i posti adatti, dedicati interamente alla musica live, come per esempio accade all’estero. Come si risolve il problema? Temo che non ci sia modo di cambiare cultura e abitudini.

Giordano: La nostra strategia per riuscire a suonare il più possibile è molto semplice: rompiamo il cazzo ai gestori dei locali! A meno che non ci dia una mano qualche amico con le conoscenze e i contatti. Purtroppo in Italia è sempre stato così: il circolo è chiuso e c’è una distinzione netta tra chi è dentro e chi è fuori

 

Dove sognate di suonare?

Mattia: Vorrei suonare fuori da Firenze, mi piace la scena che c’è in Emilia e se dovessi scegliere suonerei al Covo, il famoso rock club di Bologna.

Giordano: Più che in un posto in particolare, vorrei fare un vero e proprio tour in tutta Italia: far sentire le nostre canzoni dal Nord al Sud sarebbe il vero sogno!

 

Dopo l’EP, c’è un album in vista?

Mattia: Non è previsto un album a breve perché dobbiamo ancora avere un vero e proprio riscontro dall’EP. Vogliamo capire bene chi è il nostro potenziale pubblico. Per il futuro, ci stiamo informando sul crowdfunding (NdA – ne abbiamo parlato anche qui), crediamo che possa essere un’ottimo modo per finanziare il disco. Progetti più immediati? Stiamo per metterci a lavoro con il regista Mattia Franceschi per girare il terzo video ufficiale dopo “La Fretta” e la cover in studio di “Guarda che Luna”.

 

Giochiamo al Fantarock, formate la vostra rock band di tutti i tempi!

Mattia: Posso fare un gruppo di soli chitarristi? Mi piacerebbe vedere un power trio pazzesco con Dave Grohl alla batteria, Jack White alla chitarra e Lemmy dei Motorhead a spaccare tutto al basso.

Giordano: Troppo difficile, ascolto di tutto…Metterei sul solito palco Neil Young, Battiato e Jamiroquai! Questi tre mostri però sono solo alcune delle mie passioni…

 

Dove vi piacerebbe vedere suonare i vostri eroi?

Giordano&Mattia: Ovviamente, qui in studio da noi!

 

Sangue di Rapa (FB)

http://sanguedirapa.bandcamp.com/

 

Prossime date:

 

Sabato 9 Marzo @Tender Club, Firenze

Venerdì 15 Marzo @Souvenir Café, Le Sieci

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Andreas Lotti

Andreas Lotti, nato nell’81, è un giornalista pubblicista appassionato di musica che dopo anni di ricerche e tentativi ha trovato finalmente i pazzi di TuttaFirenze che lo faranno sfogare scrivendo della sua materia preferita. Non sa suonare strumenti ma ha all’attivo una collezione di oltre 500 tra cd e vinili che rappresentano l’unica mobilia di casa sua e l’eredità che lascerà alla fedele gatta, Vaniglia. Rock’n’roll!

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