La nascita del nuovo Dipartimento per la Trasformazione Digitale potrebbe subire uno slittamento dovuto al momento politico turbolento, ma la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, avvenuta il 19 giugno scorso, ha comunque messo ufficialmente in cantiere l’entrata in funzione di questo nuovo organismo, che anche con la costituzione di un nuovo governo o addirittura in caso di nuove elezioni continuerà il proprio percorso.

Il punto chiave del testo del decreto è il seguente: «Il Dipartimento per  la  Trasformazione  Digitale  è  la  struttura  di supporto al Presidente per la promozione ed  il  coordinamento  delle azioni del Governo finalizzate alla definizione di una  strategia unitaria in materia di trasformazione digitale e  di  modernizzazione del Paese attraverso le tecnologie digitali. Esso dà attuazione alle direttive del Presidente in materia e assicura il coordinamento e l’esecuzione dei programmi di trasformazione digitale».

Il nuovo Dipartimento avrà il compito di coordinare gli sforzi istituzionali sulla strada della Trasformazione Digitale del Paese. Come cambierà il ruolo dell’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale), come verranno coordinate le attività del nuovo Dipartimento con le corrispettive Organizzazioni degli altri Stati dell’Unione e, infine, chi sarà chiamato a guidarlo è ovviamente tutto da scoprire.

Il rischio che il Dipartimento possa diventare un carrozzone della Pubblica Amministrazione al pari di innumerevoli altri è concreto, ma è lecito comunque nutrire la speranza che possa realmente rivestire un ruolo di primo piano nelle future decisioni del governo. Del resto che lo Stato si stia rendendo conto del fondamentale ruolo che l’evoluzione tecnologia sta assumendo in tutti gli ambiti è stato recentemente evidenziato anche dal fatto che il Ministero per lo Sviluppo Economico abbia sottoposto a consultazione pubblica il Documento sulla Strategia Italiana Per l’intelligenza Artificiale.

Segnali positivi che speriamo vengano confermati in tempi brevi da fatti concreti.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.