Nella nostra esistenza ci sono forme di controllo e omologazione non esplicitamente dichiarate, che vengono spacciate per normali e naturali, che hanno l’effetto di condizionare la vita delle persone.

Nella vita di una donna ad esempio sono comportamenti imposti dalla società circostante il doversi depilare, essere carine e dolci e mai troppo assertive, essere simpatiche ed intelligenti ma non troppo, che altrimenti gli uomini si spaventano, doversi fidanzare, sposare e avere figli come realizzazione massima. Se invece preferisci dare la precedenza alla tua realizzazione personale e una nutrita prole non rientra in essa, sei sicuramente arida e dura.

Specialmente in ambito sessuale le limitazioni e i giudizi fioccano: se vivi il sesso puramente per provare piacere sei una facile, se lo vivi con troppa morigeratezza sei una suora e una frigida. Chi stabilisce cosa sia troppo spinto o troppo puritano? E perché ciò che viene stabilito da altri dovrebbe essere legge? Che una possa vivere la propria sessualità come le va di viverla è ancora troppo inconcepibile? Per non parlare dell’autoerotismo femminile, argomento che ancora per molti è roba da “pape Satàn, aleppe”.

Un femminile sviluppato a 360°, che contenga pregi e difetti, luci ed ombre, che possa attingere all’intero spettro delle emozioni ed inclinazioni umane, è una rivoluzione mediatica che sta piano piano avvenendo in forma più marcata negli ultimi anni.

Se è pur vero infatti che la nostra società si sta muovendo verso il superamento di dettami e stereotipi datati, è altrettanto vero che sono consuetudini che si sono sedimentate per secoli, tramandate di generazione e generazione, perciò per abbandonarle servirà molto tempo.

Personalmente spero che diventi un pensiero sempre più condiviso quello secondo il quale ogni persona è diversa, insegue obiettivi diversi, vive la sua vita come è meglio per lei e non per questo debba essere giudicata come strana. Strana rispetto a chi? Chi sono invece i normali?

Sulla stessa lunghezza d’onda di questo pensiero si trova il personaggio di Felinia, simpatica ed irriverente, che fa dell’umorismo dissacrante, ma mai troppo peso, sulla vita di tutti i giorni, prendendo in giro gli stereotipi tradizionalmente associati alle donne e le regoline e regolette, dirette o indirette, con cui il 99,9% di noi si trova a scontrarsi.

Il mondo di Felinia è un universo divertente e colorato, ricco di situazioni buffe e condito da dettagli particolari, come Felinia che vomita la “Notte Stellata” di Van Gogh ed assume la stessa espressione de “Il Grido” di Munch, Adelina e Guendalina Bla Bla che passeggiano tranquillamente al parco, genitori e anziani che dispensano i loro “saggi” consigli e chi più ne ha più ne metta.

Il messaggio di Felinia è semplice e forte: sii te stessa/o, vivi come desideri e non secondo le regole di media e società. Un faro, un arcobaleno nel buio per tutte le ragazze che sono stufe di dover soddisfare le aspettative che gli altri hanno su di loro, che non ce la fanno ad essere quiete ed inquadrate in una cornice che per giunta non hanno scelto, che vogliono vivere per se stesse. Non siete sole. Non siamo sole.

Andiamo a conoscere questa spumeggiante autrice, Simona Zulian:

Ciao Simona, quando hai iniziato ad appassionarti alla creazione di fumetti?

Sono appassionata di disegno da sempre, ovviamente. Da piccola però sognavo di diventare una pittrice, infatti ho frequentato prima il liceo artistico e poi l’Accademia di Belle Arti a Brera, ma sentivo che c’era qualcosa che mi mancava. Dopo aver fatto qualche altra esperienza e ricerca sul campo ho scoperto la Scuola del Fumetto, in cui mi sono poi diplomata, e da qui naturalmente ho capito che il fumetto era la mia strada, perché oltre a permettermi di disegnare (che era il mio bisogno primario) mi dava la possibilità di esprimere la mia scemenza narrativa attraverso le gag e le storie demenziali. Insomma, questa la versione breve, ma è comunque stato un bel percorso prima di arrivare alla consapevolezza di ciò che ora voglio fare!

Come nasce Felinia? Sei stata ispirata da qualcuno?

Be’, credo sia lapalissiano a chi io mi ispiri per raccontare e disegnare le storie di Felinia. Insomma, non è un segreto, è quasi tutto materiale autobiografico, un po’ estremizzato per certi versi in meglio e per altri in peggio. Il motivo per cui nasce però non è così scontato, cioè son sicura che molti punterebbero il dito contro “le manie di protagonismo”, ma in realtà è stata una necessità creare questo personaggio da usare come capro espiatorio per le mie vignette umoristiche in cui venivo accusata (da chi evidentemente non capiva le battute ma molto di più da chi non sa cosa sia l’autoironia) di rappresentare le donne in modo poco elegante e per nulla veritiero.

Insomma, io già creavo vignette autoironiche, ma non avendo un personaggio specifico sembrava quasi io volessi rappresentare tutto il genere femminile, cosa ovviamente sbagliata e anche impossibilissima. Allora ho detto, sai cosa? Faccio il mio personaggino così non mi rompono più i maroni.

Quali sono i messaggi che vuoi trasmettere attraverso questo personaggio?

Il personaggio di Felinia, non essendo stato creato a tavolino, come spiegavo sopra, non nasce con un messaggio solo, ma porta in sé un po’ tutto il mio modo di pensare e di affrontare la vita, quindi il mio punto di vista sul mondo. Sicuramente il messaggio più ricorrente di cui cerco di farmi portavoce con Felinia e in generale con le mie vignette è il superamento di tutti quegli stereotipi da cui siamo stati bombardati a livello sociale fino ad oggi, stereotipi di genere e di ruoli dei generi. È forse il punto che più di altri mi ha spinto a voler raccontare delle vere storie e non solo delle vignette autoconclusive come quelle che pubblico sul web. Chi ha letto i miei fumetti sa bene a cosa mi riferisco.
Tra i vari stereotipi da abbattere naturalmente spicca il ruolo della figura femminile nei fumetti in primis e nei media in generale come oggetti sessuali o bamboline messe lì a compiacere il maschilista di turno.

Hai dei nuovi obiettivi in ambito creativo? Noto che stai introducendo dei nuovi personaggi nel mondo di Felinia, ad esempio Sam l’amica tettOOna, ma ti piacerebbe dedicarti a un personaggio completamente nuovo che sia esule dal mondo di Felinia?

E che dire, se forse avessi risposto alle tue domande al tempo in cui me le facesti (sì, confesso davanti a tutti i lettori di aver fatto passare un casino di tempo per rispondere, anche se non per pigrizia, giuro) ti avrei detto che delle idee a riguardo c’erano eccome. Oggi ti devo dire che un personaggio molto diverso da Felinia ma che pure le assomiglia parecchio poiché nasce dalla stessa radice, in effetti c’è! Si chiama Cherry, ed è la protagonista del mio ultimo lavoro appena pubblicato “Non il solito fumetto sul sesso”.

Non ti nascondo che un po’ temevo il “cambiamento” tematico nelle mie storie, insomma, il sesso in realtà è un tema che fin dall’inizio ho sempre trattato anche con il personaggio di Felinia (e chi dimentica è complice) ma ovviamente veniva raccontato e vissuto sempre in chiave molto “feliniana”, quindi un po’ demenziale e irriverente. A questo giro però ho voluto toccarlo con un mood completamente nuovo e inedito anche per me, come narratrice e devo dirti che mi è piaciuto molto. Non mi discosto poi così tanto da quello che faccio sempre, secondo me, perché comunque il principio motore anche di queste storie erotico-umoristiche è quello di trattare la normalità del quotidiano dandogli quella veste di ironia e leggerezza che spesso manca nel visionario collettivo, ma che invece c’è, per fortuna, e bisogna valorizzare e in certi casi, imparare ad apprezzare.

Domanda da appassionata di musica: cosa ascolta Simona? E Felinia? Avete dei gusti simili? In “Singol A Caccia” Chiaretta, l’amica/coinquilina di Felinia, ha una band e la vediamo intenta ad ascoltare “Highway To Hell” degli AC/DC, ma non si parla delle preferenze musicali di Felinia, quindi sono curiosa!

In realtà non ho mai approfondito i gusti musicali di Felinia, anche se si è vista più volte intenta a cantare con il suo solito charme da icona sexy, sia nelle vignette da web che nei fumetti cartacei, un po’ di canzoncine popolari, anche in dialetto, un po’ di classici, ma niente di così indicativo da delinearne un’appartenenza di genere.
Probabilmente non ho mai approfondito quest’aspetto anche perché io stessa non sono legata in modo particolare a nessun genere musicale, ascolto un po’ di tutto, soprattutto musica italiana (per comodità, perché non capisco una cippa di inglese). Ma da quando collaboro con una scuola di musica a Gallarate, la Delay House of Art, sto cominciando a scoprire un amore spropositato per il rock, soprattutto dopo che hanno fatto diverse rivisitazioni in chiave rock di alcune canzoni Disney (non a caso ho fatto suonare e cantare a loro le parodie musicali tratte dal mio ultimo fumetto “Principesse Badass” ^_^

Cosa avresti voluto fare se non avessi fatto la fumettista?

La veterinaria. Ma grazie al cielo posso fare la fumettista, così tutti gli animali sono salvi!!! :3

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Elena Sofia Frati

Studentessa di Lingue dell’Università di Firenze, classe 1992, appassionata di musica, cinema, letteratura. “Canto” e “suono” per la gioia dei miei vicini. Interessata alle questioni di genere, amo scrivere ed avere una stanza tutta per me per poterlo fare.