Lanciato alla ricerca di strategie comunicative sempre più efficaci, il Comune di Firenze è andato ben oltre i vari social. E si è inventato un modo totalmente nuovo di parlare ai cittadini.
Confessiamo che la prima volta in cui ci siamo imbattuti nella nuova “tecnologia” − eravamo tra via degli Alfani e via de’ Ginori − non abbiamo immediatamente intuito la potenza esplosiva del messaggio. Anzi, per un attimo, ci è venuto in mente la “campana”, un vecchissimo gioco che facevamo da bambini il cui “tabellone”, formato da quadrati numerati, era disegnato con il gesso direttamente sul selciato. Poi, guardando bene, abbiamo capito che non si trattava di uno scherzo di qualche buontempone ma di qualcosa di molto più serio. Sulle pietre del marciapiede c’era scritto: «Se compri merce contraffatta dai venditori abusivi, alimenti il crimine. Sei passibile di multa fino a 7000 euro». E poi il logo del Comune. Messaggio chiaro, inequivocabile, conciso. Peccato che fosse in inglese. Quindi contestabile da tutti coloro che non conoscono la lingua d’oltremanica.
Il secondo “messaggio-campana” l’abbiamo trovato qualche giorno dopo in periferia, zona Coverciano. Sull’asfalto un padrone, un guinzaglio e un cane. La scritta, questa volta in italiano, recitava: «Quando non la raccogli l’animale non è il tuo cane. Sei tu! La multa è di 160 euro». L’errore qui è evidente. Manca il complemento oggetto. Avrebbe potuto essere un forbito e un po’ snob “quando non raccogli la deiezione…” oppure un più chiaro e diretto “quando non raccogli la cacca…”. E invece no. Anche in questo caso, quindi, un messaggio contestabile. Quando non la raccogli, cosa?
Errori veniali, facilmente evitabili.
Intanto compaiono nuove scritte. In una delle quali viene definito “Selvaggio” chi abbandona i rifiuti ingombranti per strada e non usufruisce dei servizi gratuiti di rimozione (segue numero di telefono). E la comunicazione istituzionale diventa sempre più intraprendente, abbandonando le buone maniere per passare a quelle forti. Insomma, basta con i messaggi televisivi, gli spot sul web e le interminabili telefonate registrate. Stavolta si scende direttamente in strada per stanare i colpevoli.
(Anche) i non nativi digitali sono avvertiti.

 

 

 

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.

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