“C’è qualcosa di incredibilmente magico nel condividere la lettura di un ottimo libro con bambini molto piccoli”. È Arianna Papini, e racconta così, con calore ed emozione, la sua avventura nei servizi 1-6 del Comune di Scandicci. “Oh che bel Castello!”, è il nome del progetto a cui ha partecipato, insieme ai bambini – anche molto piccoli – le loro maestre e i genitori. Cos’hanno fatto? Hanno letto! E poi hanno disegnato, ballato, cantato, recitato. Dando vita ad una vera e propria collezione di opere che saranno in mostra, oggi e domani, al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci.

Ma è più di una mostra. È un Festival con gli illustratori, laboratori per i bambini e gli adulti, visite fiabesche. Ci sarà la biblioteca al Castello, un mercato dei libri di qualità, spettacoli e letture ad alta voce e un convegno sulle  letture e le pratiche che aiutano a crescere (bene).

Leggere ai bambini è incredibile. Sono emozioni che si mettono in circolo. Quando un bambino ti chiede: “Me lo leggi”. Quando prende in mano un libro e ti dice “Oggi te lo leggo io!”. È un incanto.

Portateceli i bambini, al Castello dell’Acciaiolo. E lasciatevi meravigliare. Anche voi.

L’ingresso è libero. Per i laboratori è necessaria l’inscrizione, allo 055 7591863 oppure 055 7591866. Qui tutte le informazioni e il programma completo della tre giorni.

L’evento è organizzato con il Sostegno del Comune di Scandicci, Scandicci Cultura e Regione Toscana. Con il patrocinio dell’Istituto degli Innocenti, in collaborazione con Nati per Leggere, la Cooperativa Eda Servizi.

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.