Chi segue Dan Brown da anni noterà in questo nuovo lavoro un’evoluzione abbastanza significativa, una deriva verso un contenuto più profondo. L’impianto principale rimane legato alla tradizione dello scrittore con una storia molto dinamica, d’azione, che ci trasporta via come un fiume in piena. Ma se nei precedenti libri gli accenni alla religione, ai problemi esistenziali, alle indagini psicologiche erano poco più che accennati, in Origin il salto è evidente fin da subito. Fil rouge del racconto la ricerca della risposta a due delle domande più concettuali che l’uomo si sia mai posto: da dove veniamo e dove andiamo. Tema affrontato attraverso l’opera di un futurologo visionario che asserisce di avere scoperto entrambe le risposte e che progetta una sontuosa diretta mondiale on line per mettere al corrente della sua scoperta l’intera umanità. Progetto a dir poco presuntuoso, dato che in fin dei conti a parlare è l’autore, ma che viene trattato con la suspense di un thriller e con i colpi di scena consueti ad un romanzo d’azione.

Libro ateista, come ci ha abituato l’autore, ma con una inaspettata apertura alla spiritualità personale, come una sorta di profonda riflessione sull’argomento.

Si mescola un po’ il sacro col profano ma con l’usuale e solido risultato di una lettura accattivante che tiene il lettore incollato sul testo. Nel suo genere una buona lettura.

 

Edizione commentata

Dan Brown, Origin, Mondadori, Milano, 2017

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it