Il tempo della “pomarola” è quasi scaduto, in molti, fin da fine agosto si sono messi a produrre barattoli pieni di pomarola, pelati o semplicemente salsa di pomodoro, insomma hanno riempito le credenze con le conserve che dureranno almeno fino a primavera.

Con l’abbassamento delle temperature di questi giorni, ho riacceso il forno, dove per prima cosa ho cucinato delle interessanti lasagne vegetariane, mentre sui fornelli stava sobbollendo della pomarola che sarebbe servita per condire le paste del pranzo.

Mi sono chiesto che sapore avrebbe avuto se l’avessi cotta in forno.

Cosi ho voluto provare, ed ho ottenuto una pomarola davvero speciale, e per questo desidero proporvela.

E’ una mia ricetta semplice e veloce, ma potete provare anche utilizzando la vostra ricetta, gli unici elementi da rispettare sono il metodo di cottura ed il contenitore da utilizzare.

Metodo di cottura: forno con temperatura sui 200°

Il contenitore: pentola in terracotta che si possa utilizzare in forno.

Ingredienti

Passata di pomodoro 700g
Pomodori freschi 1kg
Aglio 2 spicchi
Origano 1 cucchiaio da minestra
Sale e pepe q.b.
Olio extravergine di oliva EVO un filo.

Ho messo tutto nella pentola di coccio a freddo, salsa di pomodoro, i pomodori tagliati a tocchettini, aglio, origano, sale e pepe q.b. (se volete metteteci anche un cucchiaio di doppio concentrato) e un filo d’olio, circa due cucchiai da minestra.

Mettete il coperchio alla pentola e ponetela in forno  preriscaldato a 200°, facendo cuocere per un’ora e mezzo circa.

Utilizzatela per condire la pastasciutta o come salsa per altre preparazioni, scoprirete che non si tratta della solita pomarola.

Dato che sarebbe un metodo di cottura un po’ costoso, se utilizzato solo per una pomarola, utilizzate lo spazio nel forno per cuocere contemporaneamente altri piatti, come lasagne, coniglio al tegame, carni arrosto e così via. 

Come sempre
Buon appetito e fatemi sapere!

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.

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