Quest’anno, sembra sia un’ ottima annata per il vino. Il fattore basilare che determina una buona annata è relativo alle condizioni climatiche dominanti, come insolazioni e piogge, che influiscono sul terreno dei vitigni e sulla crescita dell’uva. E quest’anno, nel periodo della vendemmia il tempo è stato soleggiato e ha permesso di raccogliere grappoli sani e con gli acini succosi.

La campagna autunnale si è presentata nel suo massimo splendore di colori. L’autunno, arrivato un po’ in sordina, ci ha fatto apprezzare il lento cambiamento della chioma degli alberi, dal verde brillante dell’estate, siamo passati ai colori pastello dell’autunno.

Le piogge scarse di settembre, le bombe d’acqua di fine ottobre,  il caldo inusuale per il periodo, ci hanno in parte privato dei profumi autunnali.

Di nebbia ancora non ne abbiamo vista. Per quanto possa sembrare strano, quella leggera nebbiolina porta con sé i profumi dell’autunno come l’odore delle foglie cadute, delle prime bruciate, del muschio che lentamente si forma, e tutti questi profumi si mescolano a quello dei caminetti appena accesi.

A questo punto volevo consigliarvi il dolce tipico del periodo, la schiacciata con l’uva che non può disertare le nostre tavole, ma non lo farò, anzi, vi invito a prepararvi dei bei panini imbottiti, fette di pane rigorosamente tagliate filone toscano, con salame, soprassata, finocchiona, oppure un pezzo di  pecorino, in uno zainetto oltre ai panini metteteci anche l’acqua e un po’ di vino.

Siete pronti,  per andare in cerca di funghi o a raccogliere marroni, ma per questo un po’ esperti bisogna essere, invece vi invito semplicemente a vagare lungo  il nostro “grande fiume”,  l’Arno.

Lasciatevi alle spalle Firenze, a piedi o con la bici costeggiatelo, vi ritroverete in un paesaggio ben diverso, da una parte il fiume, dall’altra i campi e l’invito che vi faccio non è solo quello di gustarvi il paesaggio autunnale ma assaporarne anche i profumi.

Un piatto prima si guarda, poi ne assaporiamo il profumo, e solo alla fine lo mangiamo.

Firenze sotto la pioggia autunnale

Acquazzone autunnale

 

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.

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