Siamo all’inizio della primavera e, come ogni anno, i primi giorni di sole ci regalano una città diversa. Come per magia, Firenze si risveglia dal torpore invernale. Girovagando per la città, mi stupisco come alcuni particolari dei palazzi rinascimentali  o dei monumenti, mi appaiono nuovi o comunque mai notati.

Il sole primaverile rende tutto più limpido e splendente, ma non solo, può capitare che passeggiando per i vicoli di Firenze, un’esplosione di profumo intenso, dolce, molto gradevole ci investa. Questo dolce profumo è proprio del glicine, pianta rampicante molto diffusa nei cortili fiorentini. Nel linguaggio dei fiori indica amicizia. Per questo ho chiesto ad alcuni miei amici se questo fiore si poteva cucinare, la risposta è stata affermativa. Addirittura, i boccioli di glicine si possono friggere con la pastella.

La ricetta che vi propongo è la seguente: fusilli al profumo di glicine.

Prendete dello scalogno, in alternativa si può utilizzare anche la cipolla bianca o il cipollotto fresco, tritatelo e fatelo appassire in una padella con dell’olio evo. Nel frattempo tagliate a pezzetti alcuni pomodorini freschi e metteteli a cuocere con lo scalogno. Se volete, potete aggiungere anche un po’ di salsa di pomodoro. Condite il pomodoro con sale, pepe, qualche foglia di basilico e due gocce di limone. A cottura quasi ultimata, aggiungete i fiori e i boccioli di glicine e ultimate la cottura. Un piccolo accorgimento: raccogliete il glicine in campagna, non lavatelo sotto l’acqua corrente, ma strofinatelo delicatamente con un foglio di carta Scottex o con un tovagliolo, cercando di non sciuparlo. La quantità dovete deciderla voi, tenendo presente che il profumo del glicine fresco è intenso, ma quando lo mettiamo a cuocere il profumo quasi svanisce. Pertanto, dosatelo a seconda dell’intensità di profumo che volete ottenere. Questo piatto lo consiglio in particolare ai single, per serate speciali e vedrete come una semplice pasta al pomodoro con un leggero sentore di glicine, si trasformerà in un piatto afrodisiaco, facilissimo da preparare. Per finire, consiglio di accompagnare questo delicato piatto con del buon Prosecco.

Buona serata e ricordate che, comunque vada, sarà un successo!

Nel linguaggio dei fiori indica amicizia

Nel linguaggio dei fiori indica amicizia

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.

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