È una frase che sentiamo ripetere da oltre mezzo secolo, prima nei telefilm e poi nei film di Mission Impossible, nei quali l’incarico (la “missione impossibile”) veniva attribuito all’IMF tramite messaggi che si autodistruggevano 5 secondi dopo essere stati ricevuti dal destinatario, in maniera peraltro anche spettacolare nei film con protagonista Ethan Hunt.

La frase «Questo messaggio si autodistruggerà tra 5 secondi» è diventata uno dei marchi di fabbrica di Mission Impossible.

In informatica un messaggio che si cancelli da solo dopo una certa data non è certo una novità; Gmail ha introdotto tempo fa messaggi di posta di questo tipo e anche diverse App di messaggistica forniscono già questa tipologia di messaggi per le chat dei propri utenti.

La novità è che la più diffusa App di messaggistica stia per introdurre i messaggi “a scadenza”. WhatsApp ha infatti in fase di test una tipologia di messaggi che si autocancellano dopo un determinato periodo di tempo.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di sfoltire le chat da messaggi legati a situazioni specifiche passeggere (si pensi, ad esempio, ai messaggi in una chat di gruppo per concordare un’uscita a cena). In realtà molti ritengono che la App di messaggistica di Mark Zuckerberg non voglia essere da meno rispetto ad alcune sue concorrenti che già offrono tale opzione (Snapchat e Telegram su tutte).

Sembra che questa nuova funzionalità, denominata nella versione inglese “Disappearing Messages”, verrà introdotta solo nell’ambito delle chat di gruppo e non nelle chat a due. Dalle indiscrezioni, però, non è ancora stato possibile avere informazioni certe su chi sarà a stabilire che un messaggio sia di questa tipologia e quale debba essere la sua scadenza, se sarà chi scrive o l’amministratore della chat.

Non si pensi, però, che la cancellazione del messaggio corrisponda a non averlo mai scritto. Se è vero, infatti, che sui server di WhatsApp e sui dispositivi interessati tale messaggio dopo la scadenza non esisterà più, non è altrettanto vero che per tutto il periodo della sua esistenza non se ne possa creare una copia conservabile in maniera permanente.

È intuitivo che, banalmente, basti fare uno screenshot della schermata della chat che include il messaggio e conservare tale immagine per poterne tenere traccia, ma è anche possibile effettuare una copia delle cartelle e dei file di WhatsApp del dispositivo durante il periodo di esistenza del messaggio per poterne tenere traccia oltre la “scadenza”, anche se quest’ultimo è un’attività informaticamente non alla portata di tutti gli utenti.

Sembra che, almeno inizialmente, WhatsApp prevederà due sole opzioni di scadenza per questi messaggi: 5 secondi o 1 ora.

La scelta di impostare il timer di cancellazione a 1 ora è ragionevole, in effetti, per casi analoghi a quello sopra esemplificato. Il timer impostabile a 5 secondi, invece, sembra proprio, più che altro, un simpatico omaggio a Mission Impossible.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.