Non passa serata senza che i vari notiziari ci informino che, più o meno in tutti i settori, si sta verificando una sensibile riduzione dei consumi. Che poi le misure messe in cantiere dall’attuale governo possano o meno muovere l’economia e risollevare le sorti di chi vive producendo o vendendo beni e servizi si vedrà a tempo debito. Nel frattempo chi vende al dettaglio deve necessariamente fare i conti con acquirenti che sono sempre meno propensi a spendere.

In settori strategici come l’abbigliamento, in passato, le eventuali minori vendite della stagione, potevano essere compensate dalle svendite di fine stagione. I saldi erano un’occasione per i commercianti di svuotare il magazzino e per i consumatori di acquistare capi a prezzo ridotto.

Il meccanismo alla base era semplice: si vendeva a listino (salvo le fisiologiche scontistiche per utenti fidelizzati o da fidelizzare) per tutta la stagione e alla fine si riduceva il prezzo sulle giacenze in maniera crescente per un periodo di qualche settimana. Chi desiderava un determinato capo ad inizio stagione o chi non voleva rischiare che si esaurisse prima dei saldi, era obbligato ad effettuare un acquisto a prezzo pieno. In tal modo il commerciante applicava un ricarico che gli permetteva di fare il giusto guadagno durante la stagione, per poi svendere, per l’appunto, alla fine.

Senza entrare in considerazioni relative al “giusto guadagno” di cui sopra (in alcuni casi il ricarico era talmente elevato che si perdeva per strada il concetto di “giusto”), era un meccanismo consolidato.

Negli ultimi anni si è assistito all’avvento anche in Italia di vendite straordinarie di inizio stagione, tipicamente in occasione del Black Friday, ma prevalentemente on line e comunque con durate molto brevi.

Quello a cui si è assistito quest’anno on line, invece, è un evento francamente con pochi precedenti. A cavallo degli ultimi giorni di ottobre e di inizio novembre, alcuni tra i più noti siti di vendite on line di abbigliamento hanno introdotto sconti elevati (mediamente il 30%) su tutto il loro catalogo, quindi anche sulle novità della stagione appena iniziata e sui modelli continuativi.

Acquistare ad inizio stagione, con la piena disponibilità di taglie e modelli, a prezzi da saldi di fine stagione, è sicuramente un vantaggio per i consumatori, ma è un grosso problema per le attività tradizionali, che vedono ridursi ulteriormente il proprio mercato.

L’acquirente soddisfatto sosterrà la tesi secondo la quale “è il mercato, baby”, ma nella realtà di un’economia che vede la vendita al dettaglio già messa fortemente in crisi dalle vendite on line, il rischio è che questo diventi il colpo di grazia per chi riusciva a malapena a tenersi a galla.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.