Le vicende dello scavo di Sant’Orsola e la ricerca delle ossa di Lisa Gherardini hanno avuto rilevanza internazionale, come tutto ciò che è legato alla figura di Leonardo da Vinci. Grazie a Valeria d’Aquino, collaboratrice della Soprintendenza Archeologica che ha seguito e co-diretto lo scavo, possiamo fare un po’ di chiarezza sulla vicenda, che nei media nazionali è apparsa in prevalenza come un’operazione commerciale intorno alla ricerca delle ossa di Monna Lisa.

Quanto è durato lo scavo archeologico e da chi è stato finanziato?
Lo scavo è durato circa 7 mesi in totale ed è stato finanziato integralmente dalla Provincia di Firenze. Prima un mese nel 2011, poi circa 6 mesi nel 2012. La motivazione era quella di accertare il potenziale archeologico dell’area in vista della ri-funzionalizzazione dell’edificio di Sant’Orsola. Infatti, lo scavo ha interessato  più ambienti del convento femminile.

Che ruolo ha avuto la vicenda di Monna Lisa?
Vi è un documento storico che riporta la sepoltura di Lisa Gherardini nel monastero femminile di Sant’Orsola nel 1542. Questo documento ha dato una rilevanza internazionale alle indagini archeologiche. Tuttavia occorre precisare che lo scavo è stato condotto sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana in assoluta autonomia, non per “cercare ossa”, ma per ricostruire le fasi edilizie del monastero femminile contestualizzandole all’interno delle vicende urbanistiche di Firenze a partire dalla fondazione del 1309 sino alle soppressioni napoleoniche di inizio ‘800. Chi è alla ricerca delle ossa di Lisa Gherardini non ha né guidato, nè influenzato le strategie dell’indagine che, ripeto, aveva, per quanto ci riguarda, altri obiettivi.

In effetti le ricerche archeologiche moderne non sono mirate alla ricerca di persone o cose. Tuttavia la presenza di quel documento storico mi pare sia stato importante…
In tutta onestà, sulla base della mia esperienza nell’ambito dell’archeologia urbana fiorentina, posso affermare che senza di esso avremmo probabilmente eseguito solo piccoli saggi esplorativi senza poter svolgere uno scavo in estensione nella chiesa principale del complesso monastico, e che probabilmente non  sarebbe stato possibile studiare e pubblicare i risultati dello scavo. Entro l’anno, infatti, uscirà un volume con i risultati dell’indagine archeologica, finanziato dalla Provincia di Firenze.

E questa è una notizia importante, visto che la normalità per gli scavi urbani non prevede lo studio e la pubblicazione dei dati di scavo per la mancanza di risorse economiche. Cosa vi aspettavate di trovare quando avete iniziato lo scavo?
Il complesso di Sant’Orsola ha avuto una storia travagliata dopo la dismissione del monastero nel 1810. Nel corso del tempo ha accolto delle stalle, poi la Manifattura Tabacchi e gli sfollati della seconda guerra mondiale. Dopo numerosi progetti di trasformazione mai conclusi, oggi giace nelle condizioni che tutti vediamo. All’inizio delle indagini non sapevamo quanto fosse sopravvissuto del monastero. Invece le ricerche sul campo hanno riportato alla luce un contesto storico-archeologico di grande interesse. Sarebbe bello se la riqualificazione del complesso di Sant’Orsola passasse anche dall’apertura al pubblico dello scavo.

I giornali hanno parlato di centinaia di sepolture rinvenute, avete trovato l’area cimiteriale del complesso?
No, in realtà molte delle aree sepolcrali sono state ampiamente manomesse, se non totalmente distrutte, nel corso dei lavori per la trasformazione in Manifattura Tabacchi, e, più recentemente, nel corso del progetto per la realizzazione di una caserma della Guardia di Finanza. La nostra indagine ha documentato 8 sepolture, tutte all’interno della chiesa principale del monastero, di cui sei terragne e due in un cassone funerario; sulla base del dato stratigrafico quelle in fossa semplice sono riferibili ad un arco cronologico molto preciso.

La prosecuzione dell’intervista sarà pubblicata tra 2 settimane…

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Emiliano Scampoli
Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato "Firenze, archeologia di una città" e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c'è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.