La realizzazione dei cassonetti interrati nel centro storico ha permesso di effettuare alcune importanti scoperte archeologiche, una delle quali riguarda una tematica importante: il momento in cui si inizio a seppellire i morti vicino alle abitazioni dei vivi, all’interno della città.

Prima di descrivere la scoperta archeologica occorre fare una premessa. In età romana i morti venivano posti fuori dalle mura. Le sepolture non dovevano stare vicino ai templi e alle case dei vivi. Erano ‘cose’ impure. Con il Cristianesimo le pratiche funerarie cambiarono profondamente. I corpi dei Santi, dei Vescovi o dei personaggi importanti della Chiesa proteggevano la comunità dei fedeli e rendevano sacro un luogo (pensate a San Pietro a Roma che è realizzata sopra la sepoltura di Pietro, una delle tante di una necropoli romana). Inoltre, i nuovi popoli che arrivavano in Italia (i famosi Barbari) spesso non si facevano problemi a seppellire i propri cari vicino alle abitazioni. Aggiungete guerre, carestie ed il periodo non proprio facile della fine dell’Impero ed avrete un quadro completo della situazione. A Firenze, e nelle altre città italiane, varie sepolture furono poste all’interno o vicino alle nuove Chiese e tra i resti di abitazioni, impianti termali, teatri, anfiteatri o strade.

Ma torniamo alla scoperta. In via Brunelleschi, a pochi passi da piazza della Repubblica, la realizzazione dei cassonetti interrati ha portato alla luce, a circa 3 metri di profondità, una porzione di strada romana e, poste sopra la strada, cinque sepolture. Analoghe sepolture erano state trovate un secolo fa a pochi metri di distanza. Se tutte queste sepolture fossero risalenti al primo Medioevo sarebbe un dato importante: a pochi metri dal foro, il centro della città, si iniziò a seppellire i defunti. Questo non è, però, un segnale di abbandono di Firenze. Piuttosto, dobbiamo pensare ad una città ricca di contraddizioni e molto diversa da quella ordinata di epoca romana. Una città dove le sepolture potevano essere poste nelle strade, vicino alle case e, soprattutto, all’interno o presso le Chiese, dove si continuerà a porre i defunti sino a tempi molto recenti.

Lo scavo in via Brunelleschi per la realizzazione dei cassonetti interrati (detti anche isole ecologiche). Si notano le sepolture poste sopra la strada di epoca romana

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.