Stefano, orginario di Pavia, da 13 anni trapiantato ad Austin, Tx, in poco tempo si è guadagnato la stima ed il rispetto di tutta la comunità musicale, affermandosi  come pianista, arrangiatore e tournista con musicisti di fama internazionale come Christopher Cross, Jason Mraz (autore della hit “I’m yours”), Patty Griffin, David Grisson, i BoDeans….

E mentre beviamo un caffè su South First qui ad Austin ci facciamo questa bella chiacchierata…

Stefano quando e come sei arrivato ad Austin?

“Lasciai Malpensa il 28 Febbraio del 2001, nevicava, con me avevo una valigia Samsonite, una tastiera Roland, mille dollari in tasca, e l’idea di trascorrere un minimo di 6 mesi a casa di un produttore di Austin di nome Merel Bregante.
Merel (batterista della band storica Loggins and Messina) era in contatto con Fabrizio Poggi, cantante dei Chicken Mambo (band italiana in cui suonavo) e mi avrebbe assunto per lavorare nel suo studio di registrazione e suonare nella sua band. L’idea di poter venir in America e fare questa esperienza mi esalto’ e decisi di partire.”

Quale e’ stato l’impulso o la necessità che ti ha portato a far questo salto, un po’ nel vuoto se vogliamo…?

“Nella vita i tempi devono essere maturi…così si dice, ed è vero. Quella proposta di lavoro arrivò in un momento in cui stavo ancora studiando per diventare architetto al Politecnico di Milano e facevo il musicista part-time, chiedendomi da tempo quale fosse il ruolo della musica nella mia vita. Quella proposta era ciò di cui avevo bisogno per capire che direzione dare alla mia vita e non ho mai percepito la mia scelta come “un salto nel vuoto”…Le cose si stavano allineando nel modo giusto ed è vero che se rimani aperto e positivo, incontri le persone giuste e la strada si fa percorribile.”

Tu hai fatto tour di alto livello come quello con Jason Mraz al momento del suo picco massimo di successo…

“Quel tour mi ha dato uno spaccato di cosa sia il mondo del pop, delle star internazionali, le relazioni professionali e personali…un’esperienza di vita molto istruttiva per capire meglio cosa significhi essere musicisti a quei livelli.
Negli States c’è una mentalità molto pragmatica e pratica…nessuno chiede Curriculum, quello che viene richiesto è saper fare il proprio lavoro, i titoli e i pezzi di carta non servono qui e questa è una delle cose migliori del lavorare per e con americani.
Altra cosa positiva è la grandezza del posto, in senso anche geografico…Ciò rende anche il mercato molto più vasto e moltiplica le possibilità di lavoro. In Italia o si suona al bar sotto casa o si va in tour con artisti importanti, nel mezzo non c’è molto! Qui si può lavorare a vari livelli e costruirsi comunque un nome e una carriera. La difficoltà, a volte, è saper dire no a ingaggi che magari portano molti soldi ma non gratificano dal punto di vista personale e musicale.”

Cosa ti manca dell’Italia?

“Mi mancano gli amici storici, prendere il caffè al bar…Inoltra mi manca andare a far la scampagnata fuori città …qui in Texas ci vogliono ore per andare da una località ad un’altra, in Italia abbiamo la fortuna di aver tutto a due passi!

Progetti futuri?

“Beh, continuerò’ a suonare come “side man” con Grissom e seguire questo nuovo progetto con Christopher Cross…ma soprattutto, nel giro di un paio d’anni, voglio mettere su un progetto mio solista…”

www.stefanointelisano.com

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.