Stereoappalla incontra Veronica Chincoli, il 50% dei SurFace, band fiorentina dal sangue letteralmente british con un album d’esordio in rampa di lancio dopo un decennio di sodalizio artistico tra Veronica, bassista e autrice di testi, e l’italo – inglese Christopher Martinuzzi, voce e co-autore delle canzoni del gruppo.

La creatura dei Surface, pubblicata lo scorso 23 febbraio, s’intitola “Youniverse (or the hidden worlds within)”, un’opera prima intimista dai suoni curati e coinvolgenti che affronta temi universali e che si presenta sotto forma di booklet artistico delle dimensioni di un 45 giri. Sfogliandolo e leggendone i testi, si viene investiti dalle magnifiche immagini di superfici del mare ghiacciato, scattate da Christopher nell’acuto freddo del nord della Svezia. Le dodici canzoni dell’album, invece, si materializzano grazie ad un QR code apposito. Musica liquida per un disco, invece, molto solido.

Veronica, parliamo di “Youniverse”…

Veronica: «È il coronamento di anni di collaborazione musicale tra me e Christopher. “Youniverse”, però, è più di un album: si tratta di un vero e proprio progetto artistico di cui abbiamo curato ogni dettaglio: dalla musica, all’artwork fino ai video dei singoli che abbiamo pubblicato».

Si tratta di un lavoro molto riflessivo che affronta temi comuni alla maggior parte delle persone…

Veronica: «Il titolo è un gioco di parole che racchiude tutti i significati che abbiamo attribuito alle nostre canzoni. Qui abbiamo espresso i nostri mondi interni per donarli agli altri in modo che possano farli propri. Ci sono molti temi ricorrenti nell’album. Uno, per esempio, è il riferimento frequente all’acqua, un elemento che lega tutte le persone».

Come si svolge il vostro processo creativo: nascono prima le parole o la musica?

Veronica: «Quasi sempre prima le parole. Christopher ha questa capacità di scrivere melodie vocali sempre molto belle ed efficaci. A volte si parte da qualcosa che ha scritto lui, oppure viceversa. Di solito il processo creativo avviene quando siamo insieme e possiamo confrontare concretamente le nostre idee».

Qual è lo strumento più importante per la vostra musica?

Il basso, ovviamente! (Veronica suona il basso – nda). A parte gli scherzi, la voce di Christopher, il suo timbro riconoscibile è il valore aggiunto della nostra musica.

Accennavi ai due video di “Something in between” e di “Light shadow”…

Veronica: «Il primo è uscito ad aprile 2017, l’altro in concomitanza con l’album a febbraio 2018. Li abbiamo realizzati con un bravo regista fiorentino, Andrea Tani, con il quale s’è creato da subito un bel feeling. Con questi video volevamo soprattutto raccontare delle storie di spessore per dare ancora più qualità al nostro lavoro. A proposito di “Light Shadow” c’è un piccolo aneddoto. Il video era stato girato inizialmente pensando ad un altra canzone. Durante le riprese, Andrea Tani, il regista, ha avuto l’idea di abbinare il video a “Light shadow” che si è rivelata una scelta molto più azzeccata! In entrambi i video abbiamo curato ogni minimo dettaglio scegliendo inquadratura per inquadratura ciò che ritenevamo migliore».

“Youniverse” arriva dopo un percorso durato dieci anni. E adesso cosa succede?

Veronica: «In effetti sembra essere la fine di un percorso ma, in realtà, ora che l’album ha preso vita c’è la voglia di farlo sentire e di farlo “camminare”. Youniverse è la nostra carta d’identità, adesso dobbiamo mostrarla a tutti e metterci alla prova dal vivo di fronte al pubblico. Non resta che seguirci per scoprire le nostre prossime date!»

“Youniverse  (or the hidden worlds within)” è disponibile sulle piattaforme Spotify, ITunes e Amazon

 

Surface: quando la bella musica viene in superficie

Lo “Youniverse” dei Surface

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Andreas Lotti

Andreas Lotti, nato nell’81, è un giornalista pubblicista appassionato di musica che dopo anni di ricerche e tentativi ha trovato finalmente i pazzi di TuttaFirenze che lo faranno sfogare scrivendo della sua materia preferita. Non sa suonare strumenti ma ha all’attivo una collezione di oltre 500 tra cd e vinili che rappresentano l’unica mobilia di casa sua e l’eredità che lascerà alla fedele gatta, Vaniglia. Rock’n’roll!