In un momento di congiunture economico-politiche a dir poco preoccupanti, c’è davvero bisogno di poter distendere la bocca in un sorriso. Ciò è possibile perché, mentre la maggior parte delle persone si preoccupa dei numerosi problemi concreti (internazionali o nazionali poco cambia, ce n’è in abbondanza per tutti), qualcuno si pone l’obiettivo ambizioso di far parlare di sé, di distogliere l’attenzione del mondo da quisquilie come la situazione siriana o le mosse di politica internazionale di Trump.

Ciò che non è facile, però, è trovare un argomento adeguato a distogliere l’attenzione del mondo dalle suddette quisquilie. Per farlo è necessario dare sfoggio di grande originalità, se non addirittura di genio. In Italia ci abbiamo provato, in passato, svelando i segreti delle scie chimiche o dei chip sottocutanei, ma la cosa non ha avuto un’adeguata eco internazionale ed è rimasta sfortunatamente arginata entro i nostri confini.

Per avere la giusta risonanza globale ci voleva un’occasione speciale e un’autorità scientifica di valenza internazionale: l’occasione è stata data dalla Flat Earth Convention 2018 da poco conclusasi a Bimingham e il ruolo di autorità scientifica (indiscussa, ma soprattutto indiscutibile) è stato ricoperto dalla Flat Earth Society.

Per chi non avesse dimestichezza con il variegato universo dei complottisti, la Flat Earth Society è una organizzazione internazionale, nata nel 1956 ad opera dell’astronomo inglese Samuel Shenton, che lotta da sempre contro la disinformazione pseudoscientifica che divulga l’assurda teoria della rotondità del globo terracqueo.

Anche quest’anno, nella conferenza sopra citata, è stata data prova della assoluta planarità della Terra. Darren Nesbit, la cui statura scientifica è ampiamente documentata dai filmati reperibili in rete, ha per l’ennesima volta dimostrato che la Terra è piatta con inconfutabili argomentazioni del tipo «Basta uscire di casa per accorgersi che la Terra chiaramente non è in movimento», rafforzate da solide dimostrazioni del tipo «Non importa dove vivi in questa presunta palla, sembra sempre che tu stia sulla sommità, mentre qualcuno dovrebbe vivere di fianco, e altri a testa in giù».

Ciò che è sempre stato un argomento su cui le teorie terrapiattiste traballavano è come spiegare il fatto che viaggiando sempre in una direzione si ritorni al punto di partenza. Una vita dedicata allo studio e alla ricerca (a qualcuno è venuto il sospetto, anche ai videogame) hanno permesso a Nesbit di illustrare quest’anno a Bimingham la rivoluzionaria “Teoria di Pac Man”, secondo la quale una possibile spiegazione logica (Nesbit, con approccio profondamente scientifico, non esprime certezze in assenza di adeguate “prove provate”, ma in cuor suo ne sembra convinto) è che quando si arriva ad una estremità della Terra, lo spazio-tempo si richiuda e si ricompaia dall’altra, proprio come succedeva nel videogame omonimo (chiusura dello spazio-tempo a parte).

Ciò che non permette di distendere del tutto la bocca in un sorriso è il risultato di un recente sondaggio su un campione di oltre 8.000 americani, dal quale risulta che il 2% degli intervistati è sempre stato convinto che la Terra sia piatta e un ancor più ragguardevole 5%, pur credendo che sia rotonda, nutre dubbi.

Queste percentuali, oltre a spiegare il crescente successo della Flat Earth Society, potrebbero anche spiegare in parte le mosse di politica internazionale di Trump.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.