Qual è l’essenza della fiorentinità? In cosa consiste lo spirito fiorentino? Confesso che dopo un quarto di secolo che vivo in questa città ancora non l’ho capito. Di una cosa, però sono certo: qualunque cosa sia, è innata nei fiorentini.

Come si manifesta la fiorentinità? Prima di tutto con una malcelata diffidenza per chi fiorentino non è. Nella migliore tradizione italiana, anche su questo aspetto si palesano differenti interpretazioni. Il “vero fiorentino”, quello che vanta discendenze dirette da Lorenzo il Magnifico, considera non-fiorentini anche i nati oltrarno o, meglio, diladdarno, con buona pace di chi da generazioni vive a San Frediano.

Chi è dell’altra sponda (non so perché, ma mi sembra di non aver scelto l’espressione più felice) considera non-fiorentini tutti coloro che risiedono fuori dal comune, con una logica toponomastica inattaccabile; anche se, a ben vedere, le differenze tra un fiorentino e un bagnese o (ripolese secondo alcune correnti di pensiero) per chiunque viva a più di qualche chilometro da Firenze sono una questione da Settimana Enigmistica.

La dimostrazione più evidente del fatto che lo spirito fiorentino sia innato, però, l’ho avuta da mio figlio, che lo ha manifestato in maniera inequivocabile tempo fa, guardandomi con aria di superiorità e dicendomi: “tu sei bernardo”. La mia perplessità, non chiamandomi Bernardo, era giustificabile.

Come interpretare la laconica uscita? Forse il pargolo mi vedeva come un peloso e coccoloso San Bernardo? Forse lui sapeva qualcosa che io non so e che solo un test del dna potrebbe rivelarmi? No, la risposta era molto più banale e me l’ha fornita subito dopo, sentendosi in dovere di chiarire il concetto, per lui ovvio, con una precisazione: “Io e la mamma siamo fiorentini e tu sei bernardo”. Anche se nella mia mente cominciava a farsi strada una possibile chiave di lettura, ho comunque espresso la necessità di approfondimento con un brillante: “Comeeee?”. “Io e la mamma siamo nati a Firenze, tu sei nato a Luino”.
“Lombardo, Lorenzo, non Bernardo”.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.

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