Day #6/7/8/9 : Berlino – Bruxelles

“Shit Happens!”, direbbero in molti. Noi toscani siamo più soliti inveire contro divinità di ogni genere, esistenti o meno.
Motivazione? Cancellate due serate all’ultimo minuto, quando meno te lo aspetti, come se ad un certo punto mentre suoni, ti cadesse uno speaker in testa da dietro.
Ci eravamo prefissati di fare due giorni off a Berlino, la domenica e il lunedì, in compagnia di Carlo, e così è stato. Un salto al Mauer Park di domenica a comprare cianfrusaglie e vinili (White Album, prima stampa tedesca, completo di foto dei Beatles dentro: 15€), a bersi qualche birra, e il concerto dei Cheap Time, dove incontriamo diversi amici in maniera casuale tra cui Steffan, il loro tour manager danese che conosciamo da 1 anno. Il concerto si tiene al Bei Ruth, una delle tante nuove venue DIY berlinesi che sbucano fuori come funghi. Uno dei migliori lunedì possibili dentro ad un edificio distrutto risalente al periodo DDR, situato davanti ad una discarica illuminata, al 4° piano senza ascensore. Questa è Berlino: per qualcuno è forzatamente underground, per altri, tra i quali mi includo, è semplicemente una fucina di idee, un mega brain-storming tra fancazzisti che forse hanno capito tutto dalla vita: cercare di creare qualcosa che lasci il segno.
Salutiamo, in un’assolata e fredda mattinata, Carlo: avere in amici in tour è perfetto, sono loro quelli che, se non altro, ti divideranno durante le litigate.
Scopriamo parzialmente perché abbiamo perso le due serate di Goslar ed Espierres, ovviamente motivazioni diverse: la prima perché il promoter ha millantato di non aver ricevuto il materiale promozionale (falso), mentre l’altro locale è stato chiuso dalla polizia (per fortuna abbiamo ricevuto un parziale rimborso via paypal).
Ci avviamo quindi verso ormai una tappa fissa, ovvero Bruxelles, dove ci aspetta Priscilla, un’amica pronta sempre ad ospitarci in caso di necessità.
Serata tra amici al Madame Moustache con Angelo dei Mountain Bike e suo fratello Stefano dei Warm Toy Machine e poi a letto.
La mattina dopo arriva Eugenia, la nostra grafica, segretaria e quant’altro, che però ricopre anche il ruolo più arduo: ragazza del cantante dei Go!Zilla.
Giornata passata all’insegna del riposo, grazie a Dio domani ricomincia il tour.

 

Day #10: Bruxelles – Haarlem

Il Patronaat di Haarlem è uno dei locali più belli dentro ai quali suoneremo in questo tour. È diviso in due: sopra, il locale enorme per musica elettronica, local bands etc, e sotto il Cafè,
dove suoniamo noi insieme ad altre due band. Appena arrivati incontriamo Luc, un musicista belga che tra l’altro ci ha organizzato due live al Kinky Star Club di Gent. Posso senza ombra di dubbio dire che è stata la persona straniera che mi ha ispirato di più nel corso dell’anno per la scrittura della album e spinto a proseguire sulla strada della musica.
Anche lui è in questo locale a suonare con una band blues, il cui il cantante è palesemente alla ricerca della voce di Tom Waits // Screaming Jay Hawkins.
Un’ottantina di persone presenti, il posto è pieno ma il mio ampli “Twin Reverb” ha un problema: non funziona il reverbero perché si è staccato un cavo. Paranoia totale.
Subito dopo il live andiamo a casa di amici olandesi che hanno anche un etichetta : i Those Foreign Kids, dove, tramite saldatore e un bel po’ di pazienza, Fabio ripara l’ampli. La riparazione gratis di un Twin Reverb é un sogno per molti; è tardi ma i problemi se ne sono andati e adesso Londra.

 

Day #11: Haarlem – London

Sveglia alle ore 7.00 ovvero “come non godersi un comodo ostello”. Dobbiamo prendere il traghetto che ci porterà da Calais alle bianche scogliere di Dover.
Traffico. Perso il traghetto.
Arriviamo a Londra sul tardo pomeriggio, tempo di mangiare una cosa al volo e partiamo col soundcheck al Macbeth, veramente una bomba.
Abbiamo messo tanta gente in lista e la serata è fighissima, tanti amici e super divertimento.
Unico problema il promoter scappa senza pagarci.
Londra è una vetrina, come tutta l’Inghilterra del resto, ti dà visibilità ma paga pochissimo.

 

Day #12: London – Binche

Catturato il simpatico promoter è ricevuti i nostri £ promessi ripartiamo.
Siamo stati ospiti da Francesca, una nostra amica di Prato che abita a sud ovest di Londra! Ovvero la zona dove i Pink Floyd hanno scattato la foto per “PIG”.
Ripartiamo sempre in traghetto (perdendolo di nuovo causa sveglia tardiva) verso Binche, in Belgio, dove suoneremo la prima delle 5 date insieme ai nostri amici francesi Travel Check (cercateveli su bandcamp/fb!!!)
Serata delirante in questo piccolo bar, situazione veramente punk (suonare in faccia alla gente, volumi alti, birre che volano dappertutto).
In poche ore ci dimentichiamo di tutti i problemi.

 

Day #13: Binche – Gent

Il primo club di questo tour dove torniamo a fare visita.
Ci hanno suonato di recente i Mombu al Kinky Star Club di Gent, qui conoscono le band italiane, le seguono e le apprezzano.
Abbiamo un fotografo, un’intervista pronta per una radio e un giornalista pronto a fare la recensione. Non è un club grande ma è super organizzato.
Il promoter è il nostro amico Luc che ho citato precedentemente: una delle persone che ammiro di più tra quelle incontrate in quest’anno di date a giro per il mondo.
È domenica ma non si sente, vengono anche delle amiche di Fabio direttamente dalla vicina Bruxelles: facce nuove e facce vecchie, siamo a dormire da Luc pronti per prendere nuove ispirazioni per il prossimo album!

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