Anche se la cosa può far storcere il naso a qualcuno, le Puma Bisenzio hanno fatto uscire il loro primo calendario. Ne ho parlato con Francesca Bruscoli, ala delle Puma e ideatrice del progetto.

Un calendario fatto dalle Puma: Perché?
L’idea di fare un calendario è nata inizialmente per autofinanziarci, visto che il mondo del rugby non è affatto ricco. Il rugby maschile già è quello che è, il femminile ancora meno, siamo perciò ad aver bisogno di continui finanziamenti.
Parlando poi con uno dei miei più cari amici, che è  uno psicoterapeuta che segue i disturbi alimentari, è nata l’idea di dare un tema a questo calendario che fosse quello di tutte le forme che sono presenti nel rugby femminile, sia fisiche che astratte, che possa essere un ruolo, un rapporto che può esserci in una squadra: amicizia, affetto, rapporto tra allenatore e atleta a esempio.
Il mio amico fa parte della Federazione Italiana Disturbi Alimentari, per quanto riguarda la Toscana, e l’idea è stata accolta con molto entusiasmo con il risultato che le Puma e la FIDA adesso si supportano a vicenda.

Perché proprio le forme?
E’ una idea che mi è venuta nel sonno (ride NDA), in fondo nel rugby ci sono tutte le forme. E’ chiaro che l’argomento disturbi alimentari è una tematica molto delicata, non a caso la FIDA ha chiesto di non avere una parte troppo rilevante, e abbinare le due cose non è facile.
Sono state scelte foto impattanti sul fisico, infatti ho chiesto ai fotografi di darci foto non ritoccate, ho anche chiesto il benestare alle altre ragazze.

Siamo forse un po’ avanti con la stagione per fare uscire un calendario: problemi di lavorazione?
Decisamente siamo in ritardo per  fare uscire il nostro primo calendario. Infatti abbiamo chiesto ai vari fotografi che ci seguono di “prestarci” a titolo gratuito le loro foto che ci fanno in campo.
Abbiamo poi chiesto alle ragazze di descrivere quale forma avesse il proprio ruolo, dietro anche consiglio della FIDA, tutto il materiale è stato mandato alla federazione che ha abbinato le frasi con le foto, pur non sapendo niente di rugby. Hanno semplicemente cercato il significato nel significante.

I calendari del rugby sono famosi per le loro nudità, continuo a citare la famosa foto dei fratelli Bergamasco tanto per capirsi, voi avete scelto di non farlo…
E’ una lunga storia. Abbiamo deciso di mostrarci come siamo per i motivi che ho già detto e vestite. Ancora lo sport femminile viene visto con diffidenza, soprattutto il rugby ed è meglio non prestarci a mostrarci nude, anche per una causa del genere.
Al giorno d’oggi il nudo va anche troppo di moda e sarebbe anche troppo facile vendere centinaia e centinaia di copie in più mostrandoci nude. Ma meglio di no.
Ci proponiamo come siamo, in veste di giocatrici, donne, ragazze, magari in momenti non proprio femminili come l’esultazione o un placcaggio.

Ancora non ho avuto modo di vedere le foto nel calendario (al momento dell’intervista NDA) allora sono solo foto di voi in azione?
Soltanto scatti di noi in azione, niente studio, niente di ritoccato. Tutto quello che poteva essere il più naturale possibile l’abbiamo preso. Abbiamo fatto un po’ di vizio virtù (ride ancora NDA)
Un lavoro in studio sarebbe stato sicuramente più curato e preciso ma non avrebbe la naturalezza di uno scatto fatto durante una partita.

Riguardo ai finanziamenti della società Puma, so che avete fatto tempo fa un crowdfunding per finanziarvi. Com’è andato?
Inizialmente ha durato fatica a ingranare, come tutte le cose, ma poi abbiamo capito anche noi come funziona, ha bisogno di promozione sui social network, e abbiamo ottenuto un ottimo riscontro.
Abbiamo raggiunto il primo step proposto grazie ai nostri supporters. Non siamo però riusciti a consegnare tutti i gadget  premio ma recupereremo presto.
L’idea è di aprirne un altro dopo il 6 nazioni che le spese per gestire un campionato sono molte.

Veniamo alla parte sportiva: Test match della nazionale femminile di quest’anno hanno portato due vittorie. Finalmente vediamo il rugby femminile in Italia?
Si, finalmente vediamo del rugby “donna” in Italia e noi siamo sempre presenti, quando possiamo insomma. Eravamo a Iolo a vedere la partita contro il Sud Africa. Partita molto fisica in quanto le Sud Africane erano fisicamente preponderanti.
Speriamo di si, insomma, di vedere il rugby femminile al posto che gli merita. Ci sono un sacco di progetti anche all’interno della nostra società,  noi stiamo creando una squadra under 14 coordinandoci con il Comitato regionale  e altre provincie per avere più giocatrici.

Le Puma come stanno andando quest’anno?
Come stanno andando? Stanno andando. L’ultima giornata l’abbiamo saltata perché la società avversaria si è ritirata a inizio campionato e noi abbiamo fatto riposto. Ne abbiamo approfittato sia per riposarci per il periodo delle vacanze che per allenarci duramente in attesa del prossimo impegno il 13 gennaio.
Quest’anno abbiamo anche preparatore atletico e fisioterapista che ci seguono,  la società è cresciuta, come noi del resto. Dobbiamo però sempre aggiustare sempre qualcosa.

Cosa deve aspettarsi una ragazza che vuole giocare a rugby?
Il rugby femminile non ha la rilevanza del maschile tanto per iniziare. E’ già difficile trovare date e orari per allenamenti e orari che le giocatrici spesso si scontrano con orari di lavoro a turni che a volta vengono messi appositamente per non concedere la possibilità alla ragazza di giocare.
Il rugby femminile ancora non è visto bene, magari torni a lavoro con un occhio nero e lavori al pubblico, non è facilissimo da gestire.
Potrebbe essere una idea per il tema del prossimo calendario!

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.