Come di consueto l’anno si apre con la più importante fiera dell’elettronica: il CES di Las Vegas. Il ruolo di questa esposizione è, da sempre, quello di vetrina: le novità presentate in fiera sono l’anticipazione di ciò che si vedrà nel corso dell’anno. A volte si tratta di vere e proprie rivoluzioni, altre volte di semplici tentativi di imporre l’ennesimo gadget inutile ad un mercato sempre più smaliziato.

Anche nell’edizione 2019 sono state presentate sia alcune novità di rilievo che molte destinate all’oblio. Difficile, infatti, credere che il “rivoluzionario” frigo che non ci lascerà mai a corto di birra possa diventare un must have. In pratica si tratta di un piccolo frigorifero con l’alloggiamento per 13 bottiglie di birra. Quando le birre cominciano a scarseggiare, il frigorifero effettua automaticamente un ordine on line ad un servizio di consegna a domicilio. Simpatico, per carità, ma nulla più.

Più utili alcuni dispositivi in ambito biomedico, come quello per rilevare automaticamente la necessità di andare in bagno, pensato per chi soffre di incontinenza, o la sedia a rotelle con ausili per guida autonoma, destinata a chi ha difficoltà di deambulazione.

Non mancano gli oggetti che avremmo immaginato già in commercio, ma che in realtà ancora non esistevano, come il drone subacqueo, per foto delle vacanze al mare decisamente originali, o l’asciugacapelli senza filo, per chi ha necessità di asciugarsi la chioma andandosene in giro per casa.

Come sempre, però, le novità più interessanti vengono presentate nel comparto audio-video. Ampiamente anticipato nel corso del 2018, è arrivato lo schermo tv arrotolabile. LG ha infatti presentato Signature R, un televisore con uno schermo OLED sottilissimo da 65” che “spunta” da una base nella quale viene letteralmente arrotolato quando inutilizzato. Al di là dell’effetto scenografico, comunque da non sottovalutare, l’interesse notevole che un simile prodotto può rivestire è nella collocazione nell’ambiente d’uso, che risulta molto più flessibile rispetto alle televisioni tradizionali. Uno dei maggiori vincoli degli schermi televisivi odierni, sempre più grandi e ingombranti, è quello di riuscire a trovare uno spazio inutilizzato su una parete per il suo alloggiamento. Con una soluzione di questo genere, invece, la televisione può essere posizionata davanti ad una libreria o addirittura ad una finestra, dato che “da chiuso” lo schermo occupa solamente lo spazio della base, che contiene anche elettronica e altoparlanti, indicativamente poco più di una comune soundbar.

Samsung ha anche presentato l’evoluzione di una novità presentata lo scorso anno: The Wall, lo schermo a moduli componibili. Basati sulla tecnologia microLED, gli schermi componibili presentati da Samsung permettono di costruirsi a piacimento lo schermo desiderato, assemblando tra loro pannelli base quasi come se fossero mattoncini di Lego. La libertà di assemblaggio permette di superare il tradizionale rapporto tra base e altezza (16:9) dello schermo, permettendo di creare composizioni anche a sviluppo verticale. Impressionante la dimensione massima ottenibile, dato che teoricamente è possibile assemblare pannelli fino ad ottenere uno schermo da 219”. È utile precisare che il modulo base è di 75” di diagonale, quindi è uno strumento destinato alla comunicazione più che all’uso domestico, anche se non dubitiamo che qualche composizione non mancherà di fare la sua comparsa anche in dimore private.

Schermi arrotolabili o componibili a parte, la vera protagonista del CES 2019 è stata la risoluzione 8K.

Samsung, che già dal 2018 ha a listino modelli a 8K, ha presentato la nuova gamma di televisori a 8K, spingendosi fino alla ragguardevole diagonale di 98”.

LG ha invece presentato Z9, il suo primo OLED a 8K. Essendo necessari schermi di grandi dimensioni per apprezzare pienamente la risoluzione da 32 megapixel, anche l’ultimo nato di casa LG è stato presentato nella misura da 88”, naturalmente dotato di porte HDMI 2.1, le uniche in grado di supportare la banda di 48 Gbps necessaria per i collegamenti a 8K.

Sony e Panasonic tra i marchi affermati, ma anche produttori cinesi in forte crescita, hanno presentato le proprie novità, per potersi ritagliare uno spazio nella fascia dei televisori top di gamma.

Sull’onda di una tendenza che vede la domotica imporsi sempre più nei gusti degli acquirenti, molti dei televisori presentati al CES sono dotati di motori integrati di intelligenza artificiale e/o dispositivi di collegamento ad accessori esterni, come Google Home o Amazon Alexa, per permettere all’utilizzatore di “dialogare” con la televisione utilizzando il linguaggio naturale. Oltre al controllo del funzionamento vero e proprio tali motori permettono un uso più evoluto dei comandi vocali, fermo restando che se non ci ricordiamo cosa abbiamo visto la sera prima e dobbiamo chiederlo al televisore, è probabile che non lo stiamo utilizzando per guardare programmi particolarmente interessanti.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.

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