L'odore vivo delle parole_MArbuscelliL’odore vivo delle parole è un diario. Un diario di quelli che ti accompagnano quando per la prima volta compi il gesto di guardare indietro, di proiettare ancora una volta le migliori pellicole che mentalmente hai girato, giorno dopo giorno, e di organizzare la tua personale retrospettiva. Le memorie vive di un “giovane di secondo pelo”, insomma. Che scivolano leggere dalla penna di Maurizio Arbuscelli.

Sullo schermo passa la storia di una vita intera: le origini del nome di famiglia, opera di un prete “dalle dubbie credenziali”; i sogni onnipotenti di un ragazzino ingegnoso, Edoardo, che vorrebbe emulare McGyver e che si immagina in competizione col Papa nel collezionare quanti più spiccioli possibile. E ancora, battaglie estive a colpi di Quattroruote, avventure semi-magiche, tecniche seduttive di adolescenti – studiatissime, applicate con dedizione e sprezzo del pericolo – che più avanti lasciano spazio alle riflessioni del protagonista sull’amore, sulla sua famiglia e su se stesso.
Poi arriva molto altro, in pagine via via più intense e più ‘adulte’: sfide lavorative e non solo, relazioni che prendono vita tra web e realtà, il mondo social con le sue contraddizioni, il valore del canto e il potere della scrittura.

È un viaggio tuttora in corso, questa rassegna ‘vestita’ da diario. Ed è anche una porta sul mondo di Edoardo. Una porta che è piacevole attraversare, e che a momenti incuriosisce.
Incuriosisce quando si spalanca e poi si accosta all’improvviso: ricordi intensi, presenti, restituiti con una puntualità al limite del “flusso di coscienza” si alternano a rapidi schizzi, brevissimi cenni, quasi l’autore fosse colto da un’improvvisa timidezza. E resta il desiderio di guardare oltre.

Ad esempio: cosa vuol dire condividere le proprie paure, affidarne alcune agli altri con due righe su un biglietto, ascoltarne l’eco mentre vengono lette pubblicamente? Cosa si prova, quando è una voce diversa a recitare frasi che ogni giorno, in silenzio, ci assillano?
Oppure: cosa accade quando il volto di una persona che abbiamo desiderato, investito di emozioni, riemerge all’improvviso, facendo vacillare ogni volta i primi passi di una nuova storia?
E dove mai si precipita quel tempo che, passati i vent’anni, inizia a comprimersi inesorabilmente e a scorrerci davanti agli occhi con troppa fretta?
Come si cambia? Cosa si perde, e cosa invece matura?

Edoardo/Maurizio, nel raccontarlo a modo suo, probabilmente viaggia davvero sul ciglio di questi piccoli “black hole”: ne sente l’attrazione e in qualche modo ne intuisce il rischio. Lo si avverte, se vogliamo, proprio nelle allusioni non còlte, in quei silenzi improvvisi che in mezzo a tanta ricchezza fanno rumore.
Eppure predilige tutto sommato una narrazione concreta, emozioni che hanno un corpo, che a volte sono fatte semplicemente di corpi; va alla ricerca di un filo sottile ma robusto, teso tra mille passioni elementari, sincere, immediate, mutevoli, forse più vissute che pensate.
L’odore vivo delle parole è il suo personale, frammentario ma ininterrotto romanzo di formazione: una “Boyhood” lunga 30 anni, raccontata da un ragazzo deciso a restare ancora un po’ tale.
O almeno a darsi il tempo di contattare il bambino, l’adolescente che è stato, e a tenerli affettuosamente al suo fianco finché sarà importante.

L’odore vivo delle parole. Viaggio di un giovane di… secondo pelo, dell’esordiente Maurizio Arbuscelli, è pubblicato da Masso delle Fate Edizioni (FI).

Il libro sarà presentato dall’autore il 6 dicembre 2014, alle ore 17, a Firenze, presso la libreria Alfani.

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Federica Pagliai

Senese di nascita, fiorentina di adozione, girovaga per necessità e per piacere, lettrice in ogni caso. Collabora da alcuni anni con la facoltà di Ingegneria dell’ Università di Firenze, occupandosi di sicurezza sul lavoro e di formazione. Studia filosofia presso lo stesso Ateneo. Amante irrequieta e curiosa di quasi ogni forma d’arte, praticante (in sogno) di alcune, ha contribuito a fondare nel 2011 l’ associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it

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