Facoltà di Architettura di Firenze. Corso di Grafica. Prof. Arch. Marcello Scalzo. Negli ultimi anni, 400 iscritti come punta massima in un solo corso. Tante iniziative didattiche, e non solo, che hanno avuto risalto fuori della Facoltà. Su tutte quella conosciuta come Firenze Immaginaria. Basta fare una ricerca su Google e ci si può fare un’idea della massiccia diffusione e del successo che le elaborazioni fotografiche, prodotte durante il corso, hanno avuto. Sono affascinato da questa Firenze surreale. Firenze spezzettata. Firenze capovolta. Firenze tagliuzzata e riappiccicata. Firenze futuristica. Provo a cercare su Facebook, su Flickr, il professor Marcello. C’è, e già questo è sintomo di modernità. Mi accorgo che le sue pagine dei social network sono infestate di messaggi e post dei suoi ex studenti. Grande Prof.! Ci manchi! Sei un mito!
Compro il libro. E zac! Diventa un mito anche per me: nella quarta di copertina, al posto della solita immagine dell’autore ingessata e stantia, c’è un fotomontaggio di lui nelle vesti di un Cavaliere Jedi.
Vorrei conoscerlo per farci una chiaccherata. Risponde ai messaggi di FB! E questo è segno di futuristica cortesia. Accetta.

Spero che arrivi vestito da Cavaliere Jedi, o da Padre Pio o da Berlusconi. Niente di tutto ciò. Però ci incontriamo nel suo ufficio in facoltà e mentre parliamo noto due pistole (finte) sulla scrivania. Appunto come nella famosa foto di Berlusconi degli anni ’70. Ottimo, promette bene. È come me lo immaginavo. Un fiume in piena, disponibile, surreale, linguaggio colorito. Il Cetto la Qualunque dei professori. Fa parte del personaggio esordisce, consapevole che il gradimento che riscuote dipende anche da questo.
Ci è, o ci fa? Ci è per gioco, ci fa per scelta. Infatti il suo pensiero è lucidissimo.

Qual è l’obbiettivo primario di questa ricerca sull’elaborazione delle immagini?

L’obbiettivo primario è quello di insegnare allo studente un modo per  ragionare creando. A me quello che interessa insegnare agli studenti è la capacità di immaginare. Una fotografia della Cupola di Firenze, soprattutto al fiorentino, ormai non attira più. I fotografi cercano con gli effetti di dare un cielo cupo, che in realtà non esiste, a quell’immagine ormai consumata. Un panorama di Firenze con le astronavi, con Gozilla che appare all’orizzonte, in cui ci sono le montagne innevate tipo le vette dell’Everest è un’immagine che invece attira l’attenzione dell’osservatore, oltre ad aver stimolato la fantasia di chi l’ha elaborata.

Che reazione vi aspettate dall’osservatore?

Lo stupore. Altrimenti l’immagine passerebbe inosservata. Paradossalmente più onirica è la visione, più si attira l’attenzione.

Manipolate monumenti e simboli storici di Firenze, decontestualizzandoli geograficamente e temporalmente. Come si colloca questa ricerca nella percezione della storia che tutti, soprattutto i fiorentini, hanno a Firenze?

Siamo abituati a vedere uno skyline di Firenze fatto dalla Cupola, dal campanile di Giotto, da Palazzo Vecchio. Un tempo non c’erano tutti questi monumenti. La loro costruzione non è stata un modo di stravolgere completamente lo skyline di Firenze? Eppure è andata bene. Giotto ha costruito un campanile bianco, rosso e verde che rispetto a tutte le torri altissime di mattoni o di pietra era qualcosa di nuovo. Avevamo uno sviluppo verticale della città e Brunelleschi ti fa questo cupolone. Che dovevano dire i fiorentini: Oddio no! Cos’è questo? Il futuro?! Dove andremo a finire?!
Oggi pensiamo che quello che abbiamo proposto con Firenze Immaginaria sia futuristico e strano, ma può darsi che tra 200-300 anni non lo sia più. Alcuni edifici, come il palazzo di Giustizia, magari verranno identificati come tipicità del paesaggio fiorentino.

A vedervi dal di fuori (da internet, da Facebook, da Flickr) sembrate un’allegra comunità di visionari che si adopera meticolosamente per destabilizzare le certezze iconografiche delle persone “normali”. Bisogna essere folli per prenderne parte o è la realtà che tutti conosciamo che invece è il germe della follia?

La realtà dei nostri giorni è la vera follia. Leggiamo ogni giorno di fatti di cronaca nera in cui persone normali escono fuori di senno. Noi siamo dei matti, si. Però la nostra è una follia benefica, che non fa male a nessuno. Siamo un po’ come il matto del villaggio, che fa ridere, non il maniaco sessuale che aggredisce la gente.

Marcello Scalzo, Firenze Immaginaria, EDK Editore, 2011

https://www.facebook.com/pages/Marcello-Scalzo/67364405784?fref=ts

http://www.flickr.com/photos/25413290@N03/

L’articolo continua martedì 28/05 con l’uscita della seconda parte Il ritorno dello Jedi.

 

(Visited 1.134 time, 3 visit today)
Share

Dicci la tua

Emiliano Pierini

Emiliano Pierini, architetto, proviene dagli anni settanta. E’ nato, ci vive e ci lavora, a Firenze (ci cazzeggia anche). Ama osservare lo spazio che ci circonda da Google Earth fino al particolare più piccolo. Ma anche fantasticare su mondi immaginari. Ama la fantascienza, la metafisica, la nebbia. Di schiacciate alla fiorentina ne può mangiare anche tre di fila.