Ci siamo, il prossimo 20 settembre potremo finalmente affondarci in poltrona e ammirare le prove dei tanti atleti coinvolti nel mondiale di rugby, in quel del Giappone. Buona pace per il fuso orario che ci costringerà a levatacce al limite del ragionevole, ma il popolo del rugby è estremamente pratico e appassionato, anche se ancora non abbastanza numeroso, e già voci di colazioni collettive e grandi ritrovi girano negli ambienti della palla ovale.

Già si fanno nomi dei favoriti per la conquista del titolo di questa edizione, due squadre le ha affrontate l’Italia nei tanto discussi test match della scorsa estate ovvero Inghilterra e Irlanda, mentre continua a essere alta l’attenzione su qualche outsider che può togliere qualche soddisfazione e magari arrivare a conquistare una posizione prima impensabile. L’Argentina, a tal proposito, ha gli occhi puntati addosso.

E l’Italia? Dopo la deludente prova, quantomeno nei risultati, delle partite di preparazione si è immediatamente ritirata in Giappone per poter iniziare un graduale lavoro di adeguamento al Jet Lag e, successivamente, allenamento per le partite in arrivo. Il morale non sembra essere dei migliori vista anche la voce di corridoio che vorrebbe chiuso il contratto con Conor O’Shea nel 2020 a favore del gallese  Rob Howley. La Federazione Italiana Rugby non ha confermato nè smentito la voce il che già fa tremare i polsi sull’immediato futuro degli Azzurri.

Infatti gli atleti italiani si dicono concentrati sulla prima sfida, contro la Namibia, che sulla carta dovrebbe essere una formalità vista la differenza di posizione nel ranking (Italia 14° Namibia 23°) ma sicuramente gli Azzurri non vogliono ripetere l’errore della scorsa edizione del mondiale dove avevano forse preso sotto gamba i primi avversari, Portogallo e Romania, andando in difficoltà con i primi e rischiando di perdere con i secondi.

La filosofia del un passo alla volta può anche piacere ma l’ombra di preoccupazione c’è, purtroppo ci siamo ben abituati. Magari gli Azzurri riusciranno a regalarci qualche soddisfazione. Dopotutto si tratta di rugby e la palla è ovale.
Allora alziamoci all’alba, sintonizziamo il nostro televisore sulla televisione di stato, che ha confermato di trasmettere gran parte delle partite in chiaro, e sosteniamo una buona volta i nostri colori!

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.