Foto: 1950 American Diner – Calenzano

Foto: 1950 American Diner – Calenzano

“Mamma, lo sai che in questo ristorante ci sono i camerieri sui pattini?”.
“Ma daiii”.
“Sì, davvero! Me l’ha detto babbo”,
“E poi ci sono delle macc…”.
“Un pezzo di macchina, guardate”.
“Dove?”.
“Lì!!”.
“E questo che suona la chitarra?!”.
Varcare l’ingresso dell’American Diner è come passare la frontiera. È come fare un salto indietro nel tempo di giusto una cinquantina d’anni. È come essere catapultati nella pellicola di “Grease” – pure se a me, a dire il vero, viene più in mente “FBI Operazione Gatto”. E questo la dice lunga sulla mia cultura cinematografica, lo so!
Io che odio il junk food. Senza possibilità d’appello. Io che…. Boh, di solito quelle scenografie che mi sanno di finto. Io, all’American Diner, sono impazzita! Vedendo i miei tre e i mei nipoti giocare a saltelli su quelle mattonelle a scacchi che gridavano anni ‘50. A sentirli urlare di fronte al distributore delle gomme colorate. Sono impazzita a vederli, a bocca aperta, seguire con lo sguardo la nostra cameriera volteggiare come nulla fosse su quei pattini bianchi a rotelle.
“Ma quella signora c’aveva gli occhiali finti senza lenti?!”.
“Beh, sì. Saranno occhiali di scena”.
“Babbo, io voglio il panino!”.
“Bisogna scegliere quale!”.
“Il panino tondo!”.
“Io no, babbo! Io voglio quello lungo”.
“E coca. Anzi, no, aranciata! Anzi no… Anzi sì: aranciata!”.
E patatine. E salse. E ancora patatine. E alette di pollo. E anelli di cipolla fritti. E donuts di tutti i tipi. E tanti auguri al nostro zio Lore, che per il suo compleanno di ha invitati tutti in America. Anche questa è andata!

Foto: 1950 American Diner – Calenzano

 

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.