Le offerte di aziende di servizi che effettuano la vendita di follower e like sono da tempo una realtà anche in Italia. Analizzando il contenuto di un’offerta di una di queste aziende, di cui si tralascia il nome per ragioni di discrezione, e andando ad approfondire la varietà di servizi illustrati sul regolare sito aziendale (ma ovviamente sono anche disponibili una pagina Facebook e un account Instagram), si scopre che vengono proposti pacchetti di follower o di like con tariffe a dir poco popolari. Si parte dai 500 follower a 9,99 euro fino ad arrivare ai 500.000 follower a 2.999,00 euro. Per quanto riguarda i like si va dai 1.000 like a 9,99 euro fino ad arrivare ai 50.000 like a 249,99 euro.

Con una cifra che in molti possono permettersi, si potrebbe tranquillamente trasformare la foto del gatto in un trend topic su Instagram.

Non bisogna stupirsi della fioritura di simili servizi, perché, come sottolinea anche la suddetta azienda in una specifica risposta nell’area FAQ, «Comprare followers è 100% legale, comprando da noi nuovi followers non violi alcuna normativa».

Che esistano aziende che forniscono simili servizi è naturale, dato che, a quanto pare, esistono numerosi soggetti interessati all’acquisto. Questa tipologia di aziende risponde semplicemente ad una domanda del mercato.

In generale che like, follower, commenti, recensioni siano manipolati da aziende specializzate per far crescere artificiosamente su varie piattaforme la popolarità (e quindi il “valore”) di influencer, marchi, ristoranti o quant’altro è noto a tutti.

Ma cosa è possibile fare per scremare i giudizi, i follower, i like o le recensioni vere da quelle posticce? Il problema se lo pongono da tempo tutte le piattaforme social e anche molte grandi aziende che attraverso i social investono nella pubblicità.

Di recente Instagram ha annunciato che a breve, in Italia, effettuerà una sperimentazione che consiste nel non mostrare il numero di like di una foto. Solamente chi la pubblica potrà sapere quanto gradimento ha ottenuto, ma i visitatori non potranno più vedere quanti “cuoricini” ha raccolto.

È lecito supporre che Instagram voglia, con questo cambiamento radicale, provare a limitare il “traffico di influenze” (intendiamoci, in questo contesto si utilizza l’espressione in maniera ironica; nulla a che vedere con l’art. 346bis del codice penale), o per meglio dire il traffico di influencer, che produce lauti guadagni a soggetti che gonfiano in maniera artificiosa il proprio parco di follower e di like.

Se per difendersi dai numeri gonfiati Instagram è stata costretta a optare per questa drastica soluzione, significa che non ci sono altre strade percorribili. Uno dei più grossi limiti del mezzo-Instagram si sta manifestando in maniera inequivocabile.

C’è da sperare che una soluzione di questo genere possa comportare anche effetti collaterali positivi. La mancanza di un’indicazione numerica del gradimento di un post forse obbligherà l’utente a sviluppare un maggior spirito critico.

Si metterà un like perché si è convinti, non solo perché quell’immagine “piace a tutti”.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.