WhatsApp sferra un altro duro colpo a Skype rendendo disponibili le videochiamate di gruppo (fino ad un massimo di 4 partecipanti). Già nei mesi scorsi era trapelata la notizia che a breve sarebbe stata implementata questa funzionalità, ma fino ad ora non c’era stata nessuna conferma ufficiale.

Il nuovo servizio è stato rilasciato il 31 luglio sia su piattaforma Android che Ios e sarà progressivamente reso disponibile a tutti gli utenti a livello globale.

WhatsApp illustra la novità come una naturale evoluzione delle chiamate, che ad oggi raggiungono la già ragguardevole cifra di due miliardi di minuti al giorno. Tale valore è lecito credere che crescerà sensibilmente grazie all’opportunità di comunicazione uno-a-molti che in precedenza era appannaggio solo della concorrenza.

Per avviare la chiamata multipla basta effettuare, come di consueto, una chiamata e poi fare un tap su “Aggiungi partecipante” per coinvolgere nella chiamata un nuovo interlocutore, fino ad un massimo di quattro partecipanti in totale.

Anche le chiamate multiple beneficiano dell’ormai noto algoritmo di crittografazione end-to-end.

Il nuovo servizio dovrebbe essere ottimizzato per poter consentire a tutti i partecipanti di avere una (video)chiamata di buona qualità, a prescindere dalle condizioni del collegamento
Quest’ultimo aspetto in particolare, se confermato nell’utilizzo pratico, potrà rappresentare la vera chiave del successo del nuovo servizio.

L’obiettivo è, come sempre, cercare nuovi utenti e fidelizzare quelli attuali, in vista dell’ormai (sembra) imminente esordio delle pubblicità nelle chat, dato che Facebook (proprietaria di WhatsApp) è a caccia di nuove fonti di reddito per compensare le recenti mostruose perdite (di cui parleremo a breve in questa sezione).

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.