Andare in pensione dopo 32 anni di onorato servizio è ragionevole. Perfino l’ex ministro Fornero non avrebbe nulla da ridire; 32 anni, lasso di tempo significativo per un essere umano, per un prodotto software sono un eone.

Windows Paint ha fatto la sua comparsa nel 1985 (allora si chiamava Paintbrush), nella versione 1.0 di Windows. Preistoria, informaticamente parlando.

Da allora, per 32 anni, Paint ha permesso a molti utenti di avvicinarsi alla grafica computerizzata, sia pur a livelli basici. Molto utilizzato per conversioni di formato e ritocchi semplici, Paint ha accompagnato Windows in tutte le sue versioni fino a quella corrente.

Dal prossimo aggiornamento di Windows 10, secondo quanto annunciato dalla stessa Microsoft, verrà inserito nella lista dei cosiddetti prodotti “deprecated”, ovvero quei prodotti che non vengono aggiornati, ma che saranno ancora utilizzabili per un lasso di tempo non definito.

Per adeguarlo ai tempi, Paint verrà sostituito da Paint 3D, che, a dispetto della somiglianza nel nome, avrà funzioni e caratteristiche assai diverse, fornendo all’utente funzionalità di base per la creazione di disegni 3D e di trasformazione in 3D di immagini in 2D.

Parlare di nostalgia in ambito informatico può sembrare fuori luogo, ma Paint ha accompagnato generazioni di utenti e ha fornito funzionalità preziose, in un’epoca in cui internet era in fase di incubazione e procurarsi utility (grafiche e non) era una cosa da geek: gli utenti di età superiore alla sua ne sentiranno la mancanza.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.