Da un po’ di tempo cominciavo a provare una certa stanchezza e irritazione verso il mondo dei social network: la sensazione che mi attanagliava era quella di una forte necessità, un passo in più, un’ulteriore evoluzione che per assurdo riportasse il virtuale di nuovo a casa del reale.
Perché, alla fine, i social network sono solo “tools”, strumenti che dovrebbero servirci a migliorare la vita, una vita che, volente o nolente, si svolge per lo più nel mondo fuori dallo schermo.
Visto che non sono mai stato un fulmine, nel mentre che io me lo chiedevo oziosamente, qualcuno c’era già arrivato da un po’. A gridare “eureka!” non sono stati dei megastudiosi o iperprofessionisti del web, bensì gli abitanti di una via di Bologna, che sono riusciti a tirare fuori da Facebook una delle sue potenzialità migliori e fin qui forse (almeno in Italia) inespresse.
A settembre del 2013 hanno creato il gruppo facebook “Residenti in Via Fondazza – Bologna” con l’obiettivo di (cito): “socializzare con i vicini della propria strada di residenza al fine di instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti collettivi di interesse comune e trarre quindi tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione sociale”.
La bellezza del progetto sta nel suo essere del tutto pragmatico, concreto, fruibile da tutti gli abitanti, il tutto a costo zero, utilizzando semplicemente i gruppi chiusi di Facebook.
Lavori con il computer e all’improvviso l’Adsl non funziona? Magari a tre portoni di distanza c’è la soluzione al tuo problema. O magari stai cucinando un pollo al curry, ti accorgi di aver finito il curry e ormai i negozi sono chiusi… ma qualcuno potrebbe averlo a due passi da te.
Da questa esperienza ne sono nate tante altre, finché non è nato il sito www.socialstreet.it che le racchiude tutte quante, un punto di riferimento per chi voglia fare qualcosa del genere nella propria via, creando una nuova “social street”. Un’idea semplice e geniale che, pur nascendo in modo virtuale, può creare nuove reali conoscenze e amicizie tra le persone che vivono a due passi da casa nostra. Le istruzioni (semplicissime) per far nascere una “social street” le trovate a questo link: http://www.socialstreet.it/linee-guida/
Firenze ha già cominciato l’avventura delle social street: in pole position sono scattate Via Bellariva, Via dell’Arcolaio, Piazza D’Azeglio, Via del Pellegrino, Piazza dell’Isolotto e Via San Niccolò, ma possiamo scommettere che altre seguiranno, magari (lascio briglia sciolta all’immaginazione) via via federandosi in comunità più ampie di isolati, quartieri o addirittura intere città. Ma intanto, mentre la fantasia galoppa, facciamo il primo passo: è il momento di creare dieci, cento, mille social street.

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Michele Mingrone

Nato a Firenze con radici sparse tra Slovenia e Calabria, scribacchino sia su commissione che per losca e privata gioia, indefesso strimpellatore di chitarre e xilofoni, web content editor e grafico freelance. Ma, soprattutto, avido navigatore del nulla, cui dedica le sue energie con indefessa passione.