Il 2016 verrà ricordato come uno degli anni più infausti per la musica. Di rado, infatti, si è vista in passato una simile ecatombe di musicisti. Lasciarsi alle spalle il 2016, però, non vuol dire dimenticare coloro che, per un sovraffollamento delle pagine dei necrologi, sono stati talvolta ricordati troppo brevemente.

Tanti, troppi, sarebbero i nomi da inserire in questo necessariamente breve elenco. Ci limiteremo, quindi, ad un nome per ogni mese dell’anno, cercando di ricordare anche figure poco note al grande pubblico, dispiacendoci di non avere spazio per ricordare nomi come Glenn Frey, Prince, George Michael e, purtroppo, molti altri ancora.

Gennaio – David Bowie: l’uscita del nuovo album in concomitanza con il suo sessantanovesimo  compleanno, l’otto gennaio, e due giorni dopo viene a mancare. Perfino della sua morte ha fatto un’opera d’arte. Forse la perdita musicalmente più significativa dell’anno, giusto all’inizio per far capire cosa ci aspettava.

Febbraio – Dan Hicks: cantante e chitarrista americano, è uno dei numerosi “artisti incompiuti”. Pur avendo anche ottenuto un certo successo nel corso della sua carriera, non è mai riuscito a sfondare del tutto, restando sempre in quel cono d’ombra della notorietà. Un simbolo per tutti i musicisti, pur dotati, che non arrivano mai al grande successo.

Marzo – Keith Emerson: uno dei più grandi tastieristi della storia del rock, non più in grado di suonare come prima a causa di una malattia progressiva alla mano destra, ha deciso di smettere di vivere. Per la gente comune ciò che si è e ciò che si fa possono non coincidere totalmente; per un mostro sacro del rock invece sì.

Aprile – Gato Barbieri: sassofonista e compositore argentino ha abilmente fuso le tradizioni del jazz con le atmosfere della musica sudamericana. La maggior parte del pubblico lo ricorderà principalmente per la splendida colonna sonora di “Ultimo Tango a Parigi” e del relativo famosissimo tema portante.

Maggio – Gil Ventura: sassofonista italiano, ha dato vita negli anni settanta ad una amichevole rivalità con  “l’altro” sassofonista italiano, Fausto Papetti. A suon di “raccolte” si sono sfidati nelle hit parade nazionali (anche se sarebbe meglio dire nazionalpopolari) a chi arrangiava ed eseguiva con più classe i brani di successo dell’epoca (e a chi sceglieva la copertina più “soft erotic”).

Giugno – Bud Spencer: di norma non avrebbe dovuto essere inserito in un elenco di musicisti scomparsi, ma resterà sempre nei cuori del pubblico (anche) per la strepitosa scena come basso nel coro dei pompieri in Altrimenti ci Arrabbiamo.

Luglio – Sandy Pearlman: un nome sconosciuto al grosso pubblico, come spesso succede per i manager (anche di gruppi famosi). Il suo merito è quello di aver contribuito alla nascita e alla carriera di uno dei complessi cult più amati del rock: i Blue Öyster Cult.

Agosto – Toots Thielemans è stato uno dei più apprezzati armonicisti di tutti i tempi. Nei corso dei suoi 94 anni di vita ha suonato e collaborato praticamente con tutti i grandi nomi del jazz del secolo scorso.

Settembre – Carlo D’Angiò: cofondatore con Eugenio Bennato della Nuova Compagnia di Canto Popolare, si è spento dopo una vita dedicata alla ricerca della tradizione e alla valorizzazione della musica tradizionale napoletana (quella vera, non quella dei neomelodici). Una di quelle figure schive, che lontano dai riflettori ha dato molto alla musica italiana, senza che il grosso pubblico se ne accorgesse.

Ottobre – Rodney Lynn “Rod” Temperton: uno dei musicisti che hanno scritto pezzi memorabili. Come spesso succede agli autori, il loro nome viene relegato ad una scritta in caratteri minuscoli sotto al titolo dei brani o nelle note di copertina. Tra i successi planetari che ha scritto, tanto per dire, ci sono i brani più noti dell’album “Thriller” di Michael Jackson (title track inclusa).

Novembre – Leonard Cohen: uno dei grandi cantautori d’oltreoceano (era canadese), appartenente alla generazione di Lou Reed e Bob Dylan, se n’è andato a poco più di ottant’anni, ma ancora in piena attività artistica, dispensando poesie in musica fino a poco prima di spegnersi.

Dicembre – Greg Lake: dopo Emerson, lo segue il compagno di band, Greg Lake. Cantante e bassista/chitarrista prima con i King Crimson e poi con gli Emerson Lake & Palmer; per sempre nella storia del rock.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.