28 maggioIl suo bacio del buongiorno. Il suo abbraccio, caldo, come il letto da cui si è appena alzato. E il tempo che si ferma, in quell’abbraccio: “Buongiorno mamma!”.
Una galatina regalata alle 8.20 del mattino: “Tieni, maettra. Quetta è pe’ te!”.
Un libro.
Un aquilone lanciato a tutta velocità verso il cielo azzurro. Una domenica pomeriggio di vento e di sole al Parco di Isola Sud, stesi su un prato. E Firenze piccina picciò, che basta uno sguardo, da lassù, per abbracciarla tutta.
Guardarlo ridere.
Una stretta di mano accademica. La gioia. L’emozione. E la consapevolezza di esser forte più di quanto credessi.
Partire.
Un’ora in palestra. Con la musica altissima, sudata. A ballare. E sorridere.
Sentirlo pensare.
Uscire in bici sotto la pioggia. Perché mi son fatta convincere:  “Dai, mamma! Piove pochino pochino, poi smette subito”.
Un mazzo di tulipani. Senza fiocchi, senza nastri. Tulipani e basta.
Le finestre della mia cucina, che guardano l’ovest. E quei tramonti! “Mamma, guadda che cielo bellissimo”. Io e lui in silenzio. Due secondi – forse quattro – una giornata che finisce e quel cielo che: “hai ragione Gio, è incredibile!”.
Leggere per loro. Stretti, appiccicati. Tutti sullo stesso letto. A bocca aperta e occhi sognanti. Lo adoro.
Il cielo stellato.
Baciarlo prima che si addormenti.
Il gelsomino in fiore.
Il 28 maggio. La vita. L’amore.
Non chiedetemi qual è il regalo più bello. Non saprei scegliere. Non potrei! E non chiedetemi quanti anni compio. Sono un disastro con i numeri!

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.