Questa foto è stata scattata negli anni ’90 del 1800. Raffigura una strada romana di Firenze così come fu ritrovata da chi stava scavando per la realizzazione dei palazzi attorno alla nuova Piazza della Repubblica. Si notano i segni dei carri ed un marciapiede. Ma perché una strada romana si trovava a più di tre metri al di sotto del livello stradale?

Perché le belle strade basolate della città romana di Florentia ad un certo punto si trovarono sottoterra? La questione può sembrare banale ma non lo è affatto. Gli abitanti della Firenze del ‘700 o dell’800 camminavano a delle quote stradali del tutto simili (se non le stesse) a quelle delle strade che calpestiamo noi. Ma allora perché le strade romane si trovano così in basso? E quando iniziarono ad interrarsi?

Florentia romana aveva un efficiente gestione di smaltimento dei rifiuti, delle strade pavimentate con delle fognature ben funzionanti. Più o meno come la nostra città. Immaginate adesso che, per qualche motivo grave, gravissimo, il Comune di Firenze non riuscisse più a gestire la spazzatura. Come è successo a Napoli e come sta succedendo a Palermo, la nettezza si accumulerebbe nelle strade velocemente. Immaginate adesso che il Comune non fosse più in grado di gestire la pulizia delle strade, né la manutenzione delle fognature. Adesso aggiungete una grande alluvione come quella del 1966, con il fango che riempie le strade e le case. E pochi anni dopo un’altra alluvione. E nessuno, né lo Stato né l’esercito, che vi aiuta a rimuovere le migliaia di metri cubi di fango.
Dopo tutto questo, se non avete lasciato la città perché stufi di pagare l’imu  visto lo stato dei servizi, vi assicuro che sarebbe estremamente difficile trovare un pezzo di asfalto calpestabile.

Questo è quello che più o meno è successo a Firenze tra il 400 ed il 600 d.C. La dissoluzione del sistema statale romano, 20 anni di guerre e due alluvioni sancirono la fine di gran parte delle infrastrutture viarie romane (e anche di gran parte dei cittadini). Una volta interrate le strade non funzionarono più neanche le fognature. E gli abitanti si abituarono a strade in terra battuta con fognature a vista. Tra le nuove discariche a disposizione c’erano adesso anche le strade dove era possibile buttare i rifiuti (incluse anche le carcasse di animali), ma anche seppellire i defunti. Per cercare di rendere la strada percorribile si buttava, talvolta, ghiaia o altri materiali drenanti di vario tipo. Le strade della città iniziarono così a ‘crescere’ velocemente e ogni tanto bisognava rialzare le soglie delle case o delle chiese, altrimenti si correva il rischio di non poter entrare negli edifici.
Le prime strade nuovamente pavimentate furono realizzate nel corso del 1200 e solamente per le arterie più importanti della città; più di 600 anni dopo la scomparsa delle vie e delle fognature romane.

Riguardate adesso attentamente quella foto e pensateci quando vi tocca spostare la macchina per la pulizia della strada. Vi allevierà un poco la fatica.

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.