1) Tra le teorie più accreditate sulla nascita del Coronavirus c’è quella che ipotizza il passaggio di un virus già noto, con relativa modificazione, da un pipistrello ad un serpente e successivamente dal serpente all’uomo. Ciò è chiaramente impossibile, come sa perfettamente chiunque abbia avuto occasione di vedere i film di Cicciolina: il passaggio del virus tra il serpente e l’uomo è stato ampiamente approfondito, ma in tutta la filmografia di genere non esistono scene di che coinvolgano pipistrelli e serpenti.

2) Il fatto che, ad oggi, due dei pazienti contagiati dal Conavirus siano degli informatici lascia supporre che in realtà il Coronavirus sia solo l’ennesima modificazione del già noto Cryptolocker. Il Coronavirus si diffonde facilmente, perché gli umani sui quali è installato un buon antivirus sono una netta minoranza, nonostante potenzialmente l’installazione dell’antivirus nel chip sottocutaneo, di cui fin dal 2013 un deputato 5 Stelle aveva svelato l’esistenza, sia tecnicamente possibile.

3) La spiegazione del fatto che una donna giapponese sia risultata nuovamente positiva al Coronavirus, dopo che ne era ufficialmente guarita, non va cercata nella virologia o nella statistica, ma nella sfiga.

4) Il Coronavirus fa ammalare in maniera più seria le persone anziane, prevalentemente dedite al controllo dei cantieri, che così non possono più denunciare le lentezze dei lavori. Questo fatto confermerebbe la teoria secondo la quale il virus sarebbe stato prodotto in un laboratorio italiano e messo in circolazione ad arte dal governo, per distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi del Paese. Il fatto che il focolaio principale dell’epidemia sia in Cina è una banale conseguenza della delocalizzazione all’estero dell’attività del laboratorio di sviluppo.

5) Qualunque evento che porti la popolazione a lavarsi più spesso le mani non può essere considerato totalmente negativo.

(Visited 61 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.