Partire per il giro del mondo e tornare a casa dopo 8 anni. Partire per…scoprire? Partire per…fuggire? Partire per…tornare? L’importante è partire PER, ognuno con la sua motivazione personalissima. Uno slogan che è diventato un progetto, quello di Gionata Nencini, avventuriero in sella alla sua moto che ha seguito il suo istinto, quella vocina che nel 2005 gli ha sussurrato all’orecchio, vai, parti PER… e lui lo ha fatto! 270.000 km percorsi attraverso 44 paesi, dall’Europa all’Asia, dalle Americhe all’Australia, dalla jungla boliviana all’Alaska, con un budget iniziale di 2.200 €! Il sogno di una vita che continua tutt’ora.

Com’è che è nata l’idea di questo lungo viaggio?

“Stavo lavorando, ma più mi ascoltavo e più maturava in me la consapevolezza di non essere nel posto giusto. Durante un viaggio in Sardegna ho visto il film  “I diari della motocicletta “. È stato un pugno nello stomaco, mi sono sentito come derubato di un sogno! Ho capito che dovevo prendere la moto e partire. La strada poteva  darmi tutto quello che stavo cercando: l’improvvisazione, l’avventura, conoscere persone nuove, dormire senza programmi e l’arte dell’arrangiarsi in situazioni complesse.”

 

Così l’8 maggio del 2005 Gionata saluta Campi Bisenzio in sella ad una Honda Transalp di terza mano e parte per il suo viaggio sentimentale con la strada senza guide, gps e conoscenze meccaniche. Prima tappa l’Europa dell’est per arrivare fino in Asia, poi in Australia e ancora in Sud America e Alaska. Con la sua tendina, compagna fidata di viaggio, dorme in spiaggia, lungo la strada e ogni tanto in casa di persone che lo ospitano. In 8 anni impara 3 lingue, a negoziare, ad orientarsi in situazioni estreme,  a fare la moto-guida e quando finisce i soldi si ferma un po’ di tempo in un posto per lavorare vestendo i panni del cameriere, educatore e perfino del modello.

 

C’è un aneddoto al quale sei rimasto legato affettivamente?

“Nuova Zelanda, isola del Sud. Ho passato la notte in una casetta che si affacciava sul mare, di proprietà del  gestore del bar dell’isola che ospitava al suo interno anche tutto lo staff. Alle 5 di mattina delle grida ed un gran rumore di passi mi hanno svegliato bruscamente. L’acqua si era ritirata per oltre 1 km e c’erano 40 balene pilota arenate. È iniziato un duro lavoro per cercare di salvarle: secchi di acqua, coperte bagnate fino alle 9 di mattina quando l’acqua è risalita. Grazie al lavoro di squadra ne abbiamo salvate metà. Un’esperienza unica!”

 

C’è stato un momento di particolare difficoltà che ti ha messo a dura prova?

“Ce ne sono stati alcuni, ma l’episodio più duro è stato nel 2009 quando ho avuto un brutto incidente in Bolivia. Facevo il volontario in un orfanotrofio e stavo ritornando al villaggio con la moto. Un autobus veniva verso di me con gli abbaglianti, la strada era polverosa e non ho visto una persona che stava attraversando la strada. Mi sono rotto una caviglia e mi hanno messo il gesso senza curare la ferita, ho avuto un principio di cancrena e sono dimagrito 10 kg. La moto era distrutta e sequestrata dalle autorità. Un disastro.”

 

Ed oggi chi è Gionata?

“Lo stesso sognatore ma meno incosciente, più maturo. Questa esperienza mi ha regalato anche una nuova famiglia. In Cile ho conosciuto la mia compagna e madre di mio figlio Leonardo di 3 anni. Viviamo 6 mesi in Italia e gli altri 6 in Cile. Associare la famiglia all’idea del viaggio è possibile se si ha una visione comune e accettando alcuni compromessi. Quando Leonardo sarà più grande lo renderò, se vorrà, partecipe della bellezza che è l’avventura. Per il momento è già stato ad alcuni raduni di moto, alle nove va a letto nella tenda  vicino al falò mentre noi stiamo fuori a chiacchierare.  Da questa esperienza ho tratto un libro che presenterò durante l’evento del decennale di Partireper  il 19, 20 e 21 Giugno. I dettagli verranno svelati quanto prima sul mio sito.”

Dov’è che ti senti a casa?

“Tra i motociclisti c’è un detto: la casa è dove la parcheggi! Non ho mai messo la moto al primo posto, perché la strada è il fine del mio viaggio, ma mi piace pensare che in sella a questa moto scassata ho disegnato i 10 anni più belli della mia vita. Dove ho la mia moto parcheggiata è dove in realtà sto vivendo la mia vita insieme alla mia compagna e mio figlio.”

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Francesca Pallecchi

Fiorentina, classe 1981, Francesca si destreggia tra progetti e collaborazioni nell’ambito della comunicazione e degli eventi (della serie Welcome to the jungle!), ma soprattutto nutre una passione sfrenata per i viaggi. La potete vedere con l’aria felice e sorridente quando indossa scarpette da trekking e zaino in spalla per andare alla scoperta del mondo. Ha all’attivo una lunga serie di avventure, dal Sud America all’Africa, dall’Europa all’Asia. E sia che si tratti di mete vicine o lontane, di viaggi reali o immaginari, ha un motto: L’importante è partire!