Al mattino, fino a che ci sono i banchi del mercato, piazza S.Spirito potrebbe essere la piazza di un paese. Poi nel corso del giorno si trasforma fino a esplodere la notte con tutti i problemi di una vera e propria metropoli europea. Firenze tuttintorno rimane sempre un pò la stessa. Oddio qua e là altri luoghi fiorentini cambiano fisionomia nel corso della giornata, ma solo piazza S.Spirito riesce ad essere S.Gimignano al mattino e Berlino la notte. I locali che si affacciano sulla piazza partecipano, influenzandola, a questa lenta e inesorabile evoluzione. Lo stesso locale è un semplice bar con colazioni condite con bei dolci (stile fatti in casa) al mattino, ristorantino per pasti veloci a pranzo, salotto con tè e biscotti al pomeriggio, luogo per ritrovarsi intorno ad un buffet con aperitivo alla sera, luogo per ritrovarsi intorno ad un boccale di birra da bere fuori insieme alla folla nella notte. Insomma un vero e proprio locale multitasking dove puoi fare tutto questo leggendo e ascoltando musica con tutta la calma che vuoi. Due di loro, in particolare. In linea d’aria sono distanti centopassi (magari qualcuno di più se decidi di rispettare l’ordinanza del comune che vieta di calpestare le aiuole della piazza). Uno si trova sul lato della piazza dove stava di casa il mio amico Necchi (o meglio uno degli Amici miei), l’altro sul lato opposto, da dove è partito il corteo funebre del mio amico Perozzi (un altro degli Amici miei). Oltre ad essere due locali poco distanti sono anche poco distinti perchè nella vita precedente sono state due botteghe di artigiani del legno: una di un falegname e l’altra di un corniciaio. Entrambe le ristrutturazioni (belle e calde) hanno tenuto conto di quello che c’era prima. Un modo per non sradicare una nuova realtà dal luogo dove s’inserisce. Si sente e si vede (letteralmente) che sono state due botteghe dove l’uomo ha faticato per costruire qualcosa usando una materia viva.  Anche il prezzo del caffè tiene conto del passato. Infatti in tutte e due i locali il caffè costa ancora 80 centesimi. Per entrare nella ex-bottega del falegname (ora si chiama volume) si scende di due gradini. Invece per entrare nella-ex bottega del corniciaio (ora si chiama pittam’ingolli) si sale di due gradini. Questo sembra un particolare di poco conto, ma non è così. In questo momento dove Monti e Berlusconi discettano se sia meglio usare l’espressione salire o scendere in politica, senza che il cittadino sappia quanto deve pagare, in piazza S.Spirito si può scegliere liberamente di scendere o salire due gradini per bere un caffè sapendo che si paga sempre 80 centesimi. E’ una conquista perchè in tutti e due i casi è pure buono.
Dimenticavo….AUGURI PER UN BUON 2013!

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.