9_borelli_logoFinisce il campionato ed i nostri amici rugbisti, tanto per cambiare, non stanno con le mani in mano. A seguito di una certa pausa per fare mente locale di quello che è stato lo scorso campionato e degli opportuni interventi da fare in squadra, gli amanti della palla ovale gigliata si danno appuntamento i prossimi 23 e 24 maggio per alla nona edizione del Torneo Borelli.

Argomento già toccato da questa rubrica, l’anno scorso, dove è stato accennato alla organizzazione e partecipazione a questo grande evento, particolarmente sentito dai nostri. È stato anche citato parte di uno scritto del defunto Francesco Borelli (nella foto qua sotto), la famosa “lettera ad un amico”, dove il nostro decantava il suo amore per il rugby.
Un personaggio particolarmente amato, ma di questo avremo modo di parlare in modo più approfondito nei prossimi post.

Tornando al torneo, il Firenze Rugby 1931 nella persona di un riservatissimo Mattew Hill (che ama definirsi il “colpevole” dell’evento)  vuole, quest’anno, principalmente organizzare una festa aperta a tutti, principalmente agli abitanti della zona di Campo di Marte e dei quartieri vicini, la voglia di entrare ancora di più nel tessuto sociale cittadino è tanta.
Sempre in quel del campo Lodigiani e tutto l’impianto Padovani (a borellinodifferenza dell’anno scorso dove erano ben altri i campi interessati) avremo un fine settimana completamente dedicato al “rugby junior”.
Il sabato mattina sarà dedicato ai tornei dei più piccoli, under 6 e under 8. A seguire una dimostrazione di rugby femminile con giocatrici under 14 e under 16. La sera grande festa con ristoro, dove sarà possibile gustare i piatti preparati dallo chef Salvatore Toscano direttamente da Greve in Chianti, e musica dal vivo.
La domenica è invece dedicata ai giocatori under 10 e under 12 con un torneo più strutturato con 16 squadre e quattro gironi. Saranno presenti squadre da tutta Italia, gli oramai storici ospiti francesi RC Paris, e forse alcune squadre dalla terra di albione.

Non posso, a questo punto, non citare nuovamente il mio passaggio preferito della lettera scritta da Francesco, un tributo di un ragazzo innamorato del rugby:
“Abbiamo contratto la febbre ovale, ci è entrata nel sangue come e più del bacio di una ragazza, e non riusciremo più a togliercela di dosso, serpeggerà sotto la pelle tutta la vita. L’indifferenza della massa non ci sfiora minimamente, cerchiamo solo la compagnia e la solidarietà dei nostri simili, sentiamo che il rugby non è solo uno sport, ma il più bello di tutti, uno stile di vita, una scuola di comportamento e di etica”.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.