Lui nuota! Senza braccioli, senza ciambella, pure senza tavoletta. Sta a galla che è una meraviglia e nuota nell’acqua bassa, ma è in quella alta che si diverte per davvero!
Si tuffa. E ride.
Si toglie i capelli dagli occhi, si stropiccia via l’acqua dal viso. E ride.
Si guarda intorno. E ride.
Siamo al Delta Florence: una vasca piccina picciò, la vasca grande, il trampolino, uno scivolo che è il sogno di tutti i bimbi e un prato per il picnic. E se me lo chiedete, sì: è la “mia“ piscina. Ci venivo con mamma e mio fratello piccolo, quelle mattine di fine giugno quando la scuola era finita e noi ancora non eravamo partiti. È la piscina di quando ero piccola. E allora la vasca dei grandi mi sembrava enorme, smisurata.
Ora c’è lui: piccino nella vasca dei grandi. E io sono seduta sul bordo piscina con i piedi a sguazzo. Mi saluta con la mano. E rido.
Mi tuffo, lo raggiungo. E lui ride più forte.
E poi mi si abbarbica addosso, e se ne frega abbastanza del fatto che io tocchi o no. Anzi, in realtà:
“Mamma ma te tocchi?!”.
“No!”.
“Allora ti butto sotto, pronta?! Chiudi gli occhi, tappati il naso. Fatto? Vado?”.
“Sì!”.
“No, però devi tenere chiusa anche la boccaaaaa”.
“E come fo a risponderti, Tommi?!”.
“Ah, ok è vero. Sei pronta?”.
“Mmm”.
“Che?”.
“Mmmmmm”.
“No, mamma. Però così non ti capisco”.
……..
“Allora sei pronta? Vado?!”.
“Sì…glubsplasch”.
Bevo alla grande. Torno su e lui: ride! E dal bordo piscina ridono pure gli altri due piccini che sono rimasti a godersi la scena.
E io vorrei solo che questo momento non finisse mai più.

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.