di Simone Piccinni

“Eccolo, il mio regno”.

Questo pensa il Malva, al secolo Lorenzo, irrompendo in Santissima Annunziata dal corridoio di Via de’ Servi. Passo regale, leggermente barcollante. La busta di tisana per la stitichezza ben nascosta in saccoccia, dono per gl’ingenui turisti. Il cappellino da baseball calato in testa, ad immaginaria corona. La barba ferina e i capelli scarmigliati come una criniera.
Un subumano incrocio tra un Re Magio e Simba.

Il suo regno, la piazza, l’ha adottato, accolto, quasi inglobato. Un utero di pietra, la Santissima, rifugio degli orfani della società. Ironico che questa sia da secoli la sede del primo orfanotrofio del mondo moderno, lo Spedale degli Innocenti.
Ma non è da li che viene. Una famiglia lui ce l’aveva.
Non hanno mai accettato il suo stile di vita da borderline della legalità. Vender malva al posto di ganja ai turisti, può esser definito stile? La risposta dei suoi: un calcio in culo e via, a far da re in questa grigia reggia.

I suoi cortigiani questa sera sono assenti, e per sconfiggere la noia decide che è giunto il momento di testare il souvenir dai Paesi Bassi portato in dono dal suo amico Momo: estrae la batteria dal cellulare e tira fuori dal vano sottostante un piccolo ritaglio di cartoncino, avvolto nel cellophane.
“Questo è come bomba di Hiroshima, fratello. Prendi mezzo, sennò tuo cervello… Puff!”.
Si guarda intorno, srotola il trip dal suo trasparente sudario, lo osserva un attimo e se lo scucchiaia in bocca. Intero.
Attendendo la deflagrazione si siede sulle scalinate dello Spedale a tracannare il Baffo più famoso d’Italia. Ne contempla il vestitino da 66 cl.
Sensazione di calore, il battito del cuore che sembra l’eco di un tamburo di guerra all’interno del cranio, uno strano prurito dietro le orbite e i suoni della città iniziano pian piano a farsi lontani.
“Boia, inizio a sentirla…”, pensa, alzandosi in preda alla smania. Girella per la piazza. Si sciacqua la faccia ad una delle fontane dei mostri marini. (segue giovedì prossimo)

Questo racconto fa parte dell’ebook prodotto nell’ambito del corso “LeggiMI! Scrivere ai tempi dell’ebook” (marzo-aprile 2013), realizzato dal Comune di Firenze in collaborazione con Il Cenacolo e EDA Servizi e rivolto ai giovani da 18 a 29 anni.

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