di Simone Piccinni

Detto questo il piccolo si volta perentoriamente verso il piedistallo, lasciando il Malva in stato confusionale, buttato a terra come uno straccio vecchio, con una Moretti ormai calda e sgassata tra le mani.
Con una pesantezza infinita si tira in piedi, come sollevasse la statua equestre in spalla. “Devo camminare, questo nano non c’è mica del tutto. Per inventarti una storia del genere non devi stare troppo bene… O magari son io che sono alla buccia, vai a sapere… Pure le lingue di foho. Mai avute allucinazioni così…”.
Lascia lì il bambino, concentrato sulla targa troneggiata dal motto Maiestate Tantum, come se il loro dialogo non avesse mai avuto luogo.
Vaga per la piazza mentre avanza la fase introspettiva del trip, ad affiancarsi alle distorsioni visive. Cerca di schiacciare le domande che si fanno strada come si schiaccerebbero zanzare in estate, il Malva. Ma queste tornano immediatamente a pungere qualche altra porzione di cervello. Una cupa disperazione s’impadronisce di lui.

“… Come vedo Momo gli appioppo due schiaffi. Sta roba dovrebbe essere illegale”, sghignazza da solo, isterico.
Camminando sghembo sotto il loggiato della Basilica, la sensazione di aver perso una parte d’esclusiva sulla piazza lo massacra, destabilizzandolo.
Si guarda alle spalle, in direzione della statua. Il bambino ha un sussulto e si contorce, battendosi un pugno snervato sulla coscia.
Poi, imperterrito, si rimette a contare. (giovedì prossimo un nuovo racconto)

Questo racconto fa parte dell’ebook prodotto nell’ambito del corso “LeggiMI! Scrivere ai tempi dell’ebook” (marzo-aprile 2013), realizzato dal Comune di Firenze in collaborazione con Il Cenacolo e EDA Servizi e rivolto ai giovani da 18 a 29 anni.

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