palermo1Fino al giorno prima dell’inizio delle mie ferie estive, non sapevo la meta del mio viaggio. L’illuminazione è arrivata quando, fermo ad un incrocio, un ciclista ha esclamato:- “Miiinchiaaa, quanto dura stu semafuru”-. Così la Sicilia è diventata la mia tappa vacanziera. Non avendo lo spazio in auto per portare “la Gina” , la mia bici, ho pensato di noleggiare le due ruote nei vari posti che avrei visitato. La prima tappa è stata Palermo. Ci ho provato a girarla in bicicletta, ma dopo un’ora ho deciso di andare a piedi. Il vero problema di Palermo, come diceva lo zio nel film di Benigni, “Johnny stecchino” è il traffico. Città dai mille volti, cattedrale stupenda, chiese in stile barocco da restare senza fiato, cibo delizioso. Le strade però sono come piste del moto Gp. Auto e motorini che sfrecciano molto al di sopra delle velocità consentite, il rispetto del codice della strada è un optional che non viene adottato spesso. Pedalare in bici, per me, era pericoloso.palermo2 La seconda tappa è stata San Vito lo Capo, una chicca di paesino circondato dal mare cristallino, tanta vita notturna e la variopinta riserva dello “Zingaro”. Qui, tantissime due ruote, sopratutto bici elettriche, o meglio biciclette carrozzate scooter. Non ne avevo mai viste così tante, tutte insieme; tanta ecologia e poca voglia di pedalare. Il mio viaggio è continuato passando da Agrigento con la magnifica valle dei templi. Non ho notato grande presenza delle due ruote. Sono arrivato poi a Siracusa, meravigliosa città sicula. Stradine e vicoli pieni di storia, piazze dove il profumo del mare si fonde con quello dell’arte prosperosa, barocca, senza mai essere nauseante. Per girare Siracusa, la bici non serve, bastano i piedi e uno stomaco spazioso per gustare le tante prelibatezze. La tappa seguente è stata Catania, città viva, soprattutto la notte, anche questo comune come Palermo, vince il gran premio della velocità e del poco rispetto del codice stradale. Niente bici per me. Il mio viaggio Siculo è terminato tornando a Palermo dove avevo l’imbarco della nave. Terra stupenda, piena d’arte, paesaggi mozzafiato, persone accoglienti, ma la cultura della bici non vince.

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