Lo sport fiorentino al femminile non ha mai brillato per risultati. A differenza di quello maschile, anche se i trionfi di Ruini e Florentia (calcio a parte, ma anche lì bisogna tornare molto indietro) si perdono ormai nella notte dei tempi. Fulgida eccezione la Fiorentina Waterpolo, che dal 2004 al 2010 è stata una delle realtà più importanti della pallanuoto “rosa”. Italiana ed europea. Una splendida avventura guidata in modo carismatico da Gianni De Magistris (qui link alla nostra intervista: http://www.youtube.com/watch?v=IFds6bVrGI4) e culminata nella stagione 2006/2007 con la vittoria nel campionato italiano e nella coppa dei campioni. Prima e dopo quella folgorante doppietta la squadra è arrivata sempre a un passo dallo scudetto − perdendo la finale− e ha raggiunto un’altra volta la final four di coppa dei campioni piazzandosi terza nel 2008. Insomma, Firenze era una delle capitali europee della pallanuoto al femminile. E pochi lo sapevano.

Qualcuno si domanderà come è stato possibile distruggere tutto quel bendiddio. Facile: una bella storia di sport si è trasformata in una prosaica storia di soldi. Mancanti. A un certo punto si è parlato anche di insolvenza verso il Comune di Firenze per il mancato pagamento dell’affitto della piscina di San Marcellino. Come se i Della Valle non avessero pagato l’affitto del Franchi. Poi sono arrivate le dimissioni di De Magistris. Infine è stata decisa la fusione con la Firenze Pallanuoto, l’altra squadra di pallanuoto femminile della città. Una fusione non facile visti i rapporti ben poco idilliaci tra le due società, ma inevitabile. Come tentare di mettere insieme Roma e Lazio nel calcio. La storia della Waterpolo si è conclusa definitivamente nell’estate del 2012.

A proposito di pallanuoto (maschile): la Rari Nantes alla quarta giornata deve ancora cancellare lo zero dalla classifica. Evidentemente quest’estate Provincia e Comune si sono accordati per lasciare intatta la sede societaria sul lungarno. Però hanno portato via tutto il resto…

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.