FullSizeRenderI due sinonimi del titolo credo siano noti a molti dei lettori (se non a tutti) ed è chiaro di cosa si stia parlando.

Giusto per essere lapidariamente precisi val la pena solamente ricordare che in Sicilia i “cabasisi” (tante volte fatti pronunciare a Montalbano e a tanti altre personaggi dalla mirabile penna di Camilleri), indicano gli attributi maschili correttamente chiamati testicoli.

Non mi dilungo nel citare altri sinonimi, forse più conosciuti, forse più popolari, sicuramente più usati, al solo scopo di non cadere nel volgare (anche perché penso che ormai ci siamo capiti bene); come non mi soffermerò nel dare una spiegazione del termine siculo. Quello che vorrei vedere insieme è l’altro appellativo che a volte anche noi usiamo (proprio per non adoperare termini diciamo più scurrili), ricordando che questa parola è patrimonio del linguaggio popolare di gran parte dell’Italia centrale e settentrionale, e non solo di Firenze e della Toscana, anche se da noi un tempo, era ampiamente usata (ah! L’epica delle buone maniere).

La ricerca etimologica effettuata è stata abbastanza semplice dato che la derivazione è presto fatta.

Incredibilmente in tutto ciò c’entrano addirittura personaggi biblici o meglio un nome proprio di una persona padre di ben due Apostoli e nel contempo Santi. Si tratta (niente pò pò di meno) di Giovanni e Giacomo il Maggiore, per l’appunto figli di Salomé e Zebedeo, nati a Betsaida in Palestina, di mestiere entrambi pescatori prima dell’incontro con Gesù di Nazareth.

Il Messia li volle a sè chiamandoli Zebedei e Boanerghes che, in aramaico antico, significa “figli del tuono”.

Sembra che da questa parola antica (sembra coniata dal Cristo) derivi proprio il nostro modo di dire: Zebedeo (il padre) era un nome biblico e nelle Antiche Scritture se ne ritrova un altro, figlio di Asaph, capo dei cantori del tempio.

Musicalità può essere anche rumore, lo stesso del tuono che, violento, romperebbe i timpani, ovvero gli “Zebedei”.

Un altro riferimento ai due Apostoli e Santi viene dato dal fatto che nei Vangeli, quando i racconti  citano Giovanni, immancabilmente si parla anche di Giacomo e viceversa, ossia sempre in coppia, proprio come quella parte maschile anatomica.

Tra citazioni bibliche, letture dei Vangeli, parole arcaiche e quant’altro, sembra sia un rompicapo, ovvero…

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Maurizio Bertelli

Da sempre innamorato di Firenze e della sua storia, per diletto e passione scrive spaziando dalla saggistica si romanzi, fiabe, racconti, modi di cucinare sempre improntati sulla fiorentinità.