26 aprile 2012. Un anno fa. Edimburgo. Io e due amici. Giornata piovosa e fredda. La Scozia non è il paese del sole my friends. Garantito al limone. Passeggiare per quella città mi faceva pensare ad Irvine Welsh. Ai suoi libri. Ai suoi personaggi strampalati. Allo slang da Corea. Locali da working class e fiumi di birra. Scazzottate a mezzanotte e gruppi di ubriachi rotolanti sui marciapiedi.

Dormivamo vicino a Grassmarket, in pieno centro. Il posto era una topaia ma era l’unico ostello che potevamo permetterci. Edimburgo è cara. Molto. Una sera usciamo per mangiare curry e vindaloo e conosciamo tre tizie. Ovviamente italiane. Studiano là e ci consigliano di passare la serata in un locale chiamato Espionage. E noi non ci pensiamo due volte. Ci andiamo. Tutti insieme.

L’Espionage si trova in Victoria Street, nel pieno centro di Edimburgo.  Da fuori non ti accorgi quanto è grande e profondo. Sembra un normale disco pub ma in realtà è una sorta di labirinto. Dance floor, stanze appartate, gallerie, anfratti. Mi sembrava di essere Teseo o meglio Dante. Infatti questo posto ha cinque piani differenti ma tutti sotto terra. In pratica è un piccolo inferno formato da gironi sempre più impegnativi. Via via che scendi, il caldo aumenta. La musica diventa sempre più aggressiva. La luce diminuisce. Per farvi capire meglio, diciamo che al piano terra il Dj suona Barry Manilow e nelle viscere del locale c’è Marilyn Manson con suo fratello Charles che suonano la chitarra in stile “Dal tramonto all’alba”.  Ci sono cinque piste da ballo una sotto l’altra con 5 dj set e musica che spacca di brutto. Una marea di gente. Situazioni al limite, in puro british style. Gente che sbocca, ginnastiche erotiche, balordi, damerini, belle ragazze mezze nude, ciccione sudaticce. Insomma, sembra di leggere la Divina Commedia. Mi ricordo che passammo tutta la notte là, fino alle prime luci dell’alba. Non so quante pinte di birra bevemmo. La birra scozzese è buona. Troppo. Ho dei flash di amici che sparivano nella bolgia e ricomparivano miracolosamente intatti. Tutti con il loro sorriso ebete stampato in faccia. I loro occhi dicevano “figata”! Beh si, devo dire che ci siamo divertiti parecchio quella volta. Quindi, se durante ponti festivi come questo vi trovate a passare per Edimburgo, il mio consiglio è di fare un salto all’Espionage. Merita. Alla peggio, se non vi piace, vedrete un locale che qui in Italia non avrete mai l’occasione di vedere (almeno che non vi buttiate dentro l’Etna). Alla prossima.

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