“So che è tardi e so che è un casino, ma vuoi venire con noi a Parma? Abbiamo un posto free + alloggio… ritorno a pranzo del sabato. Partenza verso le 3”

Boom.

L’invito in questione è arrivato per mano di Daniele Ceni, chitarrista dei The Venkmans, una delle band fiorentine più interessanti in circolazione e vecchia conoscenza di Stereo Appalla. In particolare, si trattava di seguire la band a Parma, per un concerto al Pulp, indieclub della zona, affezionato alla musica live.
Senza scomodare paragoni alla Almost Famous, partecipare alla vita on the road di una band, seppur emergente, è sempre stata una di quelle esperienze da tirare fuori dal cassetto prima o dopo. E grazie a Daniele, William, Riccardo e Francesco sono riuscito a farlo così, inaspettatamente.
I ragazzi mi prendono al volo col loro furgone strapieno di strumenti a Scandicci, da dove poi imbocchiamo la via di Parma. Salgo sopra con il mio zaino, il fumo dei cicchini è già alto e capisco che sarà una costante che ci accompagnerà durante tutto il tragitto. Due ore in autostrada scorrono veloci col vento nei capelli che entra dai finestrini abbassati, lo stereo appalla (licenza poetica) e chiacchiere varie di rock’n’roll che comprendono l’ascolto in anteprima di alcuni nuovi pezzi work in progress del gruppo, ma già con il marchio Venkmans ben impresso.
La vita della band in cerca di affermazione è dura e richiede una passione infinita che io stesso non so se riuscirei ad avere la costanza di sostenere. Ti sobbarchi centinaia di km a bordo di un furgone sperando di suonare in posti all’altezza, perlomeno a livello di attrezzature e di impianti. Scarichi decine di kg tra strumenti e amplificatori, monti il tutto per dare il via al soundcheck dove la figura del fonico diventa fondamentale (quando c’è…). Suoni, smonti, vai a letto ad ore inesistenti e poi il giorno dopo devi essere pronto per ricominciare tutto da capo. Un lavoro massacrante, davvero.

Torniamo a noi. Fortunatamente, il soundcheck fila liscio e dopo le prove, è ora di cena. Abbiamo imprudentemente optato per un diner di periferia di una catena industriale vicino al Pulp. Scelta sbagliatissima. Un salto in hotel per smaltire la botta da hamburger e french fries, poi di nuovo dritti al locale ad aspettare l’ora X. Il concerto slitta di una mezz’oretta e i Venkmans salgono sul palco intorno alle 1 di notte, proponendo al pubblico presente un live set che spazza via tutto. Riccardo picchia sui piatti come un maniscalco, Francesco maneggia la tastiera elettronica che contraddistingue il suono del gruppo, Daniele detta prepotentemente la via con la sua chitarra elettrica e William sfodera una gran voce e una presenza scenica da rockstar consumata. I pezzi live funzionano bene, c’è spazio anche per il più pronto dei brani nuovi: “Magnolia”, peccato aver dovuto accorciare il set di una ventina di minuti per esigenze di orario. Il Pulp è un locale che si presta bene tutto sommato, gli effetti scenici col fumo sparato in aria e i laser colorati hanno dato un tocco di coolness a tutta la performance. Finito il set, i ragazzi soddisfatti per la prestazione ricominciano la vita da mediani del palco: c’è da smontare tutta la strumentazione e ricaricare il furgone, facendosi spazio tra qualche centinaio di pischelli che nel frattempo hanno affollato il Pulp. Impresa ai limiti della praticabilità. La serata finisce con le bevute offerte gentilmente dallo staff del locale, tra la pista ed il camerino, strettissimo e fumosissimo. Il resto è rock’n’roll cliché: abbiamo fatto l’alba, distrutto la camera d’albergo, fatto colazione in piscina e poi siamo tornati a casa il pomeriggio seguente con un furgone diverso da quello dell’andata. Beh, più o meno. Questa è la versione per fare invidia ai miei amici. Quella vera parla di quattro musicisti di talento, ragazzi in gamba pronti ad esplodere definitivamente. Scommettiamo?

 

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Andreas Lotti

Andreas Lotti, nato nell’81, è un giornalista pubblicista appassionato di musica che dopo anni di ricerche e tentativi ha trovato finalmente i pazzi di TuttaFirenze che lo faranno sfogare scrivendo della sua materia preferita. Non sa suonare strumenti ma ha all’attivo una collezione di oltre 500 tra cd e vinili che rappresentano l’unica mobilia di casa sua e l’eredità che lascerà alla fedele gatta, Vaniglia. Rock’n’roll!