Ho un callo sul polpastrello dell’indice destro. Mi è venuto per il troppo scrivere al computer, e ora mi fa male a ogni tasto. Va bene, finché sarà così vorrà dire che sarò dove voglio essere. Mi capita che mi chiedano come facevo a sapere a 10 anni di voler fare la giornalista, ma la verità è che non lo sapevo. Sapevo solo che mi bastavano un foglio e una penna per stare bene, e che sentivo di voler fare qualcosa che mi permettesse di non mollarli mai.

Che poi il giornalismo c’entrasse poco con lo scrivere l’ho scoperto dopo. E mi sono chiesta spesso se questo lavoro me lo fossi fatto piacere, per non dover affrontare il problema di cercarmi un’altra strada, di ricominciare da capo. Non lo so se è così, e forse non lo capirò mai, però so come mi fa sentire quello che faccio. E mi fa sentire come quando scrivevo i temi alle medie, di essere nel posto giusto al momento giusto.

Ci sono tante cose che mi fanno stare bene. Entrare nella sala del Principe e trovarla piena, camminare per le vie del centro con un vestito nuovo in una busta, fare merenda con una sfoglia calda alla crema, la nuova puntata di una serie tv, passare interminabili minuti a guardare Ponte Vecchio da Ponte Santa Trinita. Ma scrivere non mi fa stare solo bene. Penso che il bello dei vent’anni sia avere il diritto di cercare quello che ti fa sentire te stesso e qualcuno di noi riesce a trovarlo. Con il rischio di sembrare un po’ presuntuosa, posso dire di essere fiera di me, non tanto per essere riuscita, per ora, a fare il lavoro che sognavo, ma perché ho nella mia vita una cosa che mi fa sentire esattamente me stessa. Sono riuscita a tenermi stretta la mia penna, e accanto all’amore sconfinato per la scrittura ho trovato un lavoro che mi fa sentire felice di avere male all’indice destro.

Fa tanta paura ottenere quello che vuoi, e vivi nel terrore di perderlo. Io però ho capito che una cosa non la perderò mai. Se tra qualche anno non avrò più la possibilità di farlo, questo lavoro, se passerò dei brutti momenti, potrò comunque tenermi stretto il mio callo, sentire male a ogni tasto, e continuare a scrivere.

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.

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Chiuso

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Solo un rigo sopra