A quel bambino
27 Marzo 1993
La messa, un pranzo veloce e poi via verso lo stadio con il Babbo. Lo stadio. Fino ad allora non sapevo neanche bene che cosa fosse di preciso, non immaginavo quale fosse l’impatto di 40.000 persone strette in un unico ambiente, certamente non ne avevo mai viste tante tutte insieme nella mia vita. E infatti mi ricordo che rimasi per un tempo indefinito a bocca aperta a guardare la Fiesole. E poi la partita, per me (probabilmente solo per me) indimenticabile, come solo le prime volte sanno essere.
Il risultato non conta ( per la cronaca fu uno scialbo pareggio 0-0 col Bari).
Sono passati 20 anni, ne avevo appena compiuti 10.
23 Marzo 2013
Domani compirò 30 anni. La cosa mi sta facendo riflettere più di quanto non avevo previsto. Sarà perché ho sempre pensato che è questa l’età in cui “ si diventa grandi” e io invece mi sento ancora un ragazzo, sarà perché se dovessi tirare un bilancio di questa prima parte di vita non sono sicuro che risulterebbe in attivo. Per niente.
Quel bambino a bocca aperta davanti alla Fiesole e la persona che oggi scrive questo post sono molto, forse troppo distanti e ho l’impressione che forse non si starebbero neanche simpatici. Una sola cosa li lega, la Viola. Quando gioca e ogni volta che entro al Franchi, torno per 90 minuti in contatto con la mente, la pelle e il cuore con quel bambino, perduto chissà dove, e tutto passa in secondo piano. Non me ne frega niente. Gioca la Fiorentina, i compiti li fo dopo mamma.
Per questa e per mille altre cose grazie per questi 20 anni,
sei Unica.
Ps. scusate per questo “uso criminoso di un mezzo pubblico”, dalla prossima puntata torno a scrivere bischerate.
Pps: Facundo Roncaglia al Quirinale
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