cavatappiOgn’anno, il due novembre, c’è l’usanza per i defunti andare al Cimitero…
Comincia così ‘A trivella, una famosa poesia scritta da Antonio De Curtis, in arte Totò, in cui il celebre attore… Come? Che cosa state dicendo? Non si intitola ‘A trivella? Ma siete sicuri? Mi veniva benissimo in vista del referendum del 17 aprile… Dite che si intitola ‘A livella? Allora va in fumo il mio fantastico post! Del resto mi pareva strano. Scrivere una poesia sulle trivelle, oggetti così poco romantici…
A dir la verità l’inzio della poesia mi aveva un po’ stupito: che c’entra il due novembre con le trivelle? E poi ai tempi in cui Totò scriveva pochi sapevano che in Italia, sottoterra, oltre a mucchi di reperti archeologici c’è anche un po’ di petrolio. Sì, potrà sembrare strano ma l’Italia oggi è il 49esimo produttore di oro nero (anche se ora più che di oro si dovrebbe parlare di argento o mirra, visto il valore). Insomma lo 0,1% del petrolio mondiale viene estratto nel nostro Paese, principalmente in Basilicata. Vabbè, bisogna andare parecchio in profondità per trovarlo. Mica come in Texas dove se pianti un bulbo ti viene fuori lo zampillo scuro e se hai una raffineria in casa ci puoi fare la benzina per tutto l’anno…
A Firenze il petrolio non sembra che ci sia. O perlomeno finora non è stato trovato. Nemmeno a Monte Morello, dove invece abbondano funghi e asparagi selvatici. Da noi attualmente non ci sono trivelle ma talpe meccaniche, che invece che in verticale scavano in orizzontale. Gallerie invece che pozzi. Anche se ora sono ferme in attesa degli eventi. Comunque, se davvero faranno passare la tramvia sotto il Duomo, hai visto mai che sotto Santa Maria del Fiore o sotto il Battistero non trovino un giacimento e diventiamo tutti ricchi come nababbi e smettiamo di pagare le tasse! Ritrovarsi con le trivelle in centro sarebbe fantastico! Roba da far impazzire i turisti giapponesi, convinti di trovarsi di fronte a qualche reperto archeologico. Comunque, Totò buonanima mi ha fregato. Sarebbe venuto fuori un post meraviglioso.
‘A morte ‘o sssaje ched’’è… è una trivella… LIVELLA! LIVELLA!

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.