L’estate è anche sinonimo di cocktail di ogni genere, di bibite belle nei colori ma, non sempre gradevoli nel gusto.

A proposito di cocktail, la novità degli ultimi tempi è rappresentata sicuramente dal ritorno della GAZZOSA che, nei miei ricordi di infanzia costituiva, senza dubbio, una delle più radicate abitudini tra i nostri nonni.

Nata ben 122 anni fa, la gazzosa torna a fare tendenza, non solo in Italia, ma soprattutto all’estero

e i paesi che la apprezzano di più sono il Giappone e l’Australia, ma va forte anche in Europa, soprattutto in Spagna, Francia, Germania e Svizzera.

Ricordo ancora una mia vacanza a Barcellona quando, accaldati e assetati ci mettemmo a sedere in un bar e ci servirono “il tinto de verano”. Il nome è legato alla stagione più calda dell’anno: ‘verano’, infatti, in spagnolo significa ‘estate’. Non mi è dato conoscere l’origine di questa bevanda, ma ho notato che esistono diverse varianti. Quella che ho assaggiato io contiene: vino rosso, gazzosa, tanto ghiaccio e, volendo, fettine di limone; miscelata con la birra forma il Panachè, una bevanda molto usata nel nord-ovest d’Italia.

La gazzosa è molto dissetante, per questo motivo è particolarmente indicata per l’estate perché aiuta a reintegrare i sali minerali che si perdono con la sudorazione, inoltre è un prodotto naturale, quindi preferibile ai suoi surrogati artificiali.

Si abbina benissimo con la pizza e con gli alimenti secchi, come i panini, per esempio. Non è una bevanda da pasto, è più indicata per gli spuntini, per questo potremmo affermare che è “la bibita del tempo libero”, e quindi indicata per tutto l’anno.

Tra le curiosità che riguardano questa bevanda ce n’è una che chi era bambino nei primi anni ’60 ricorderà sicuramente: la “gazzosa con la pallina”. All’epoca, le bottigliette di gazzosa avevano una biglia di vetro all’interno che, grazie alla pressione del gas, chiudeva ermeticamente la bottiglia. Per aprirla, bastava fare pressione con il dito, usciva un po’ di gas e la biglia scendeva. A bibita consumata, i bambini guadagnavano la pallina.

Per concludere, una proposta: a chi non la conosce, consiglio di provarla; a chi già la conosceva, ma non ne faceva più uso, suggerisco di riscoprirla!

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.