IMG_3406Oggi per dire “vai velocissimo” forse non adoperiamo più, molto spesso, la locuzione “a tutto spiano” che, nascendo a Firenze Comunale (per intendersi in pieno Medioevo), ha, nel corso dei secoli, “colonizzato” gran parte dell’Italia centro settentrionale,  fino a varcare l’Appennino. Utilizzata nel linguaggio comune di molti territori di quella vasta pianura che i nostri antenati chiamavano prima Gallia e poi Lombardia (dal nome dei suoi antichi abitanti i Galli e successivamente i Longobardi).

Che il detto sia fiorentino non ve n’è alcun dubbio; tutto dimostrato dal nostro proseguo: infatti dobbiamo sapere che in quel di Fiorenza, tra le tante magistrature che regolavano la vita sociale, c’era quella molto importante chiamata dell’Abbondanza, la quale aveva il ruolo di assegnare, a ciascun fornaio della città, la quantità di grano di propria pertinenza necessaria per la panificazione.

Il grano, che potremmo definire il petrolio del Medioevo (e non solo), era davvero un elemento vitale per la vita di una società e quindi attentamente controllato e disciplinato nella sua distribuzione con leggi severissime.

Non erano ammessi sperperi e accaparramenti. Il grano veniva accatastato direttamente dal governo ed immagazzinato in dei locali oggi ancora esistenti, ma irriconoscibili (fortunatamente per una volta tanto in meglio): ovviamente mi riferisco alla bellezza di Orsanmichele, nato appunto come il granaio della Repubblica Fiorentina.

Ogni anno, alla fine del periodo della mietitura, il grano veniva così raccolto nel luogo indicato e pesato. Il Magistrato dell’Abbondanza programmava la distribuzione assegnando ad ogni fornaio della città la porzione a lui spettante, in relazione alle riserve che la città possedeva.

Nei periodi in cui il raccolto era stato abbondante, ovviamente la quantità era superiore, viceversa si limitava quando il tempo non era stato magnanimo e la quantità scarseggiava. Questo sistema, ben congegnato voleva evitare al massimo i dannosi effetti di possibili carestie.

Si arriva così, di anno in anno, a deliberare se assegnare al fornaio il totale della sua quota, detta “a tutto spiano”, grazie all’abbondanza di quel raccolto, oppure a “mezzo spiano” quando la quantità della farina scarseggiava.

Proprio da questa antica unità di misura per l’assegnazione delle quote, deriva la nostra locuzione che aveva il significato di dovere lavorare al massimo proprio quando i fornai avevano assegnata la farina a “tutto spiano”.

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Maurizio Bertelli

Da sempre innamorato di Firenze e della sua storia, per diletto e passione scrive spaziando dalla saggistica si romanzi, fiabe, racconti, modi di cucinare sempre improntati sulla fiorentinità.