Acqua in bocca!Piscina Costoli, ore una.
“Le dodici, al sole”, direbbe mia nonna.
Il sole di questo mezzogiorno legalmente passato picchia nudo e rovente, come si è visto di rado questa estate. È ancora agosto, alla fine, e sei tra i privilegiati che quest’anno hanno avuto Firenze come meta turistica principale. A pensarci il sogno di molti ai quattro angoli della terra. Allora goditela! E sotto questo radioso grill, un quarto d’ora di placide riflessioni basta per farti nascere l’urgenza di un tuffo: due bracciate fra bimbi schiamazzanti, pallanuotisti, ranisti per caso, e qualche capriola al cloro davanti ai Ray-Ban sonnacchiosi dei bagnini.
Magari ti metti a fantasticare su altre piscine: pensi agli europei di Berlino, alle medaglie della Pellegrini, di Paltrinieri, alla collezione di Tania Cagnotto, che ormai per portarle tutte devono darle un secchiello, come fanno alla Guerrina per la birra Sol.
Oppure decidi di spalmarti sulla penombra che rinfresca il prato tutto intorno alla vasca. Con le tue patatine. E di aprire il “librino da piscina”, praticamente una categoria a sé, compagno fedele di tanti quarti d’ora di relax.
Dal mio di oggi escono fuori a braccetto Salvo Montalbano e la sua tostissima collega Grazia Negro, trascinati per le strade di Vigata, Bologna e Milano Marittima dai loro padri putativi Camilleri e Lucarelli. Che si devono essere divertiti come matti in quest’esperimento a quattro mani, tant’è che a un certo punto vedono bene di infilarci anche l’ispettore Coliandro, che gli dai due pagine di tempo e trova il verso di fare danni anche lì. È una storia di pesci e delitti, delitti al sapore di pesce, di cannoli, tortellini, di pizzini, pizzini nella pasta, nella ricotta, nelle cassatine di Vigata. Di inseguimenti, fughe, servizi segreti, agenti prosperose e letali come possono uscire da un innesto di Mata Hari su Sabrina Ferilli.
Solo che ti devi decidere: se vuoi essere un’agentessa segreta letale non puoi essere astemia. È un ossimoro, come Milano e Marittima. E come la storia ci mostra.

Acqua in bocca è un breve divertissement del 2010 di Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, edito da Minimum Fax.

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Federica Pagliai

Senese di nascita, fiorentina di adozione, girovaga per necessità e per piacere, lettrice in ogni caso. Collabora da alcuni anni con la facoltà di Ingegneria dell’ Università di Firenze, occupandosi di sicurezza sul lavoro e di formazione. Studia filosofia presso lo stesso Ateneo. Amante irrequieta e curiosa di quasi ogni forma d’arte, praticante (in sogno) di alcune, ha contribuito a fondare nel 2011 l’ associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it